Grattacielo, Pd di Ferrara: “Ecco perché non abbiamo partecipato al presidio”
Il Pd di Ferrara chiarisce le motivazioni per cui non ha partecipato ufficialmente al presidio organizzato al Palapalestre per gli sfollati della Torre B del Grattacielo
Il Pd di Ferrara chiarisce le motivazioni per cui non ha partecipato ufficialmente al presidio organizzato al Palapalestre per gli sfollati della Torre B del Grattacielo
Il Movimento 5 Stelle di Ferrara chiede che l’incendio al grattacielo non venga trattato come un fatto privato e sollecita soluzioni abitative immediate e strutturali per i residenti rimasti senza casa
Ilaria Cucchi: "Dopo l’incendio, il Comune abbandona gli sfollati. Mi opporrò a questa decisione vergognosa. Depositerò un’interrogazione parlamentare"
È una replica articolata quella del sindaco di Ferrara, Alan Fabbri, alle dichiarazioni della senatrice Ilaria Cucchi sul caso del Grattacielo, accusandola di aver semplificato una vicenda complessa e di aver diffuso informazioni non corrette
Socialisti e Forza Italia rendono omaggio a Bettino Craxi, rivendicandone l’eredità riformista e sostenendo il sì al referendum sulla giustizia in vista dell’intitolazione di uno spazio pubblico
Avevano ricorso in massa al Tar contro la legge regionale che modificava la materia dei vitalizi, con la riduzione temporanea e la sospensione dell’erogazione degli assegni e con il divieto di cumulo tra gli assegni vitalizi e analoghi istituti previsti per l’espletamento di altre cariche istituzionali.
A chiedere al Tribunale Amministrativo Regionale di pronunciarsi era stato uno schieramento bipartisan.
Nel ricorso, notificato il 19 luglio 2017, comparivano le firme dei ferraresi Alberto Balboni, Alfredo Sandri (entrambi finiti anche in parlamento), Alessandra Zagatti (già presidente del Teatro comunale), Vittorio Lodi (il patron della festa Tricolore di Mirabello), Alfredo Bertelli (ex sottosegretario alla presidenza di Errani), Giorgio Dragotto di Forza Italia, Alberto Ronchi (Verdi).
Al Tar chiedevano tutti di disapplicare la decisione della Regione, deducendo censure di illegittimità costituzionale sotto molteplici profili: in relazione alla violazione del principio del legittimo affidamento, dei c.d. diritti quesiti, del principio del “giusto processo”, della natura sostanzialmente tributaria delle misure adottate, in grave pregiudizio delle posizioni dei ricorrenti.
Il giudice amministrativo ha accolto invece la difesa della Regione, che chiedeva di far valere un vizio di giurisdizione. La controversia è infatti materia del giudice ordinario.
In attesa di capire se gli ex consiglieri proveranno la carta del giudice civile, il Tar ha rigettato il ricorso per difetto di giurisdizione e ha condannato i ricorrenti, in solido, alla refusione delle spese di lite in favore della Regione Emilia Romagna, nella misura di 15.000 euro.
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