Segnalazioni dei prof ‘di sinistra’. Pd: “Il sindaco prenda posizione”
Proto interviene duramente sulla diffusione, anche a Ferrara, di materiale riconducibili ad Azione Studentesca, organizzazione giovanile di Fratelli d'Italia
Proto interviene duramente sulla diffusione, anche a Ferrara, di materiale riconducibili ad Azione Studentesca, organizzazione giovanile di Fratelli d'Italia
Arrivano dure prese di posizione da parte de La Comune e del Partito democratico di Ferrara, che intervengono in risposta alla nota stampa dell'assessora Cristina Coletti
"La Regione Emilia-Romagna mantiene gli impegni e passa dalle parole ai fatti". Così la consigliera regionale Marcella Zappaterra commenta l’approvazione del bando regionale sugli hub urbani e di prossimità
Ferrara continua a fare i conti con una qualità dell’aria critica e con un’interrogazione consiliare rimasta senza risposta. È quanto denuncia il gruppo consiliare La Comune, che il 31 ottobre 2025 aveva presentato un atto formale
"Pieno sostegno alle parole dell’assessore alla sicurezza del Comune di Ferrara, Cristina Coletti, per aver sottolineato, ancora una volta, la necessità di fare delle distinzioni chiare e precise"
Avevano ricorso in massa al Tar contro la legge regionale che modificava la materia dei vitalizi, con la riduzione temporanea e la sospensione dell’erogazione degli assegni e con il divieto di cumulo tra gli assegni vitalizi e analoghi istituti previsti per l’espletamento di altre cariche istituzionali.
A chiedere al Tribunale Amministrativo Regionale di pronunciarsi era stato uno schieramento bipartisan.
Nel ricorso, notificato il 19 luglio 2017, comparivano le firme dei ferraresi Alberto Balboni, Alfredo Sandri (entrambi finiti anche in parlamento), Alessandra Zagatti (già presidente del Teatro comunale), Vittorio Lodi (il patron della festa Tricolore di Mirabello), Alfredo Bertelli (ex sottosegretario alla presidenza di Errani), Giorgio Dragotto di Forza Italia, Alberto Ronchi (Verdi).
Al Tar chiedevano tutti di disapplicare la decisione della Regione, deducendo censure di illegittimità costituzionale sotto molteplici profili: in relazione alla violazione del principio del legittimo affidamento, dei c.d. diritti quesiti, del principio del “giusto processo”, della natura sostanzialmente tributaria delle misure adottate, in grave pregiudizio delle posizioni dei ricorrenti.
Il giudice amministrativo ha accolto invece la difesa della Regione, che chiedeva di far valere un vizio di giurisdizione. La controversia è infatti materia del giudice ordinario.
In attesa di capire se gli ex consiglieri proveranno la carta del giudice civile, il Tar ha rigettato il ricorso per difetto di giurisdizione e ha condannato i ricorrenti, in solido, alla refusione delle spese di lite in favore della Regione Emilia Romagna, nella misura di 15.000 euro.
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