Politica
26 Ottobre 2020
Il tribunale amministrativo dà ragione alla Regione sul difetto di legittimazione e rimando al giudice ordinario

Ex consiglieri contro il taglio dei vitalizi. Il Tar li condanna a pagare 15mila euro

di Redazione | 2 min

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Avevano ricorso in massa al Tar contro la legge regionale che modificava la materia dei vitalizi, con la riduzione temporanea e la sospensione dell’erogazione degli assegni e con il divieto di cumulo tra gli assegni vitalizi e analoghi istituti previsti per l’espletamento di altre cariche istituzionali.

A chiedere al Tribunale Amministrativo Regionale di pronunciarsi era stato uno schieramento bipartisan.

Nel ricorso, notificato il 19 luglio 2017, comparivano le firme dei ferraresi Alberto Balboni, Alfredo Sandri (entrambi finiti anche in parlamento), Alessandra Zagatti (già presidente del Teatro comunale), Vittorio Lodi (il patron della festa Tricolore di Mirabello), Alfredo Bertelli (ex sottosegretario alla presidenza di Errani), Giorgio Dragotto di Forza Italia, Alberto Ronchi (Verdi).

Al Tar chiedevano tutti di disapplicare la decisione della Regione, deducendo censure di illegittimità costituzionale sotto molteplici profili: in relazione alla violazione del principio del legittimo affidamento, dei c.d. diritti quesiti, del principio del “giusto processo”, della natura sostanzialmente tributaria delle misure adottate, in grave pregiudizio delle posizioni dei ricorrenti.

Il giudice amministrativo ha accolto invece la difesa della Regione, che chiedeva di far valere un vizio di giurisdizione. La controversia è infatti materia del giudice ordinario.

In attesa di capire se gli ex consiglieri proveranno la carta del giudice civile, il Tar ha rigettato il ricorso per difetto di giurisdizione e ha condannato i ricorrenti, in solido, alla refusione delle spese di lite in favore della Regione Emilia Romagna, nella misura di 15.000 euro.

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