Grattacielo. Gli sfollati cercano casa. “Porte chiuse agli stranieri”
A poche settimane dalla scadenza dell'accoglienza temporanea al San Bartolo, resta aperta la questione abitativa per una parte degli sfollati del Grattacielo
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Ancora strada di sangue nel Ferrarese dove, nel pomeriggio di domenica 21 giugno, poco prima delle 17.30, il 58enne Raffaele Catozzi di Massa Fiscaglia è morto in un incidente stradale mentre stava viaggiando a bordo del proprio scooter
Si chiamava Hamrouni Hassen, il 30enne di nazionalità tunisina morto dopo il tragico incidente stradale avvenuto nella serata di sabato 20 giugno - intorno alle 21.20 - lungo via Copparo
Un biglietto offensivo e dai toni intimidatori lasciato all’interno del cancello di casa, schiamazzi notturni e gruppi di giovani che si ritrovano nei parchi pubblici. È la situazione denunciata da Anna Ferraresi, ex consigliera comunale e residente a Pontelagoscuro
Ra'ed Dawoud resta in carcere a Ferrara. Il Tribunale del Riesame di Genova ha infatti confermato con una nuova ordinanza la misura della custodia cautelare nei confronti del palestinese detenuto nella casa circondariale dell'Arginone
di Lucia Bianchini
Un grande ritorno al Teatro Abbado di Ferrara con il coreografo Wim Vandekeybus, che venerdì 30 ottobre alle 21 porterà in scena ‘Hands do not touch your precious Me. A dialogue between the universes of Wim Vandekeybus, Olivier de Sagazan and Charo Calvo’ realizzato in collaborazione con Olivier de Sagazan e Charo Calvo e prodotto da Ultima Vez in co-produzione Kvs Brussel, Teatro Comunale di Ferrara e Les Théâtres de la Ville de Luxembourg.
Dopo una prima rappresentazione a Ferrara e un’ultima nel 2014 Wim Vandekeybus torna a Ferrara, dove è tra i coreografi più rappresentati del nostro teatro Comunale, come ha spiegato Marino Pedroni: “Tra queste due date ci sono altre dieci rappresentazioni, la sua presenza in città e il lavoro che ha fatto è molto significativo per il nostro teatro e ci ha caratterizzato molto. Oltre a workshop e proiezioni sono state molto interessanti le attività condotte in città negli ultimi anni per un pubblico di operatori sociali e sanitari”.
Come il coreografo stesso ha spiegato, lo spettacolo è nato dall’incontro con l’artista visivo e performativo Oliver de Sagazan, che lavora in particolare con l’argilla, ed è stata poi coinvolta Charo Calvo, compositrice spagnola, che ha portato le ispirazioni del mito, a cui si sono poi aggiunti otto danzatori. La sfida è stata unire due arti molto diverse: la danza e la produzioni in argilla di Sagazan. La performance non ha testo, non ha una spiegazione chiara, ma si vuole che il sentire sia trasmesso da atmosfere e immagini, per dare forti emozioni. Lo spettacolo riprende il mito della dea sumera Inanna e la sua discesa negli inferi.
A colpire è anche il titolo, ‘mani che non possono toccarsi’, che come Vandekeybus ha affermato, è nato prima della quarantena, che in Belgio hanno vissuto diversamente rispetto all’Italia, continuando comunque le prove in totale sicurezza, prima a piccoli gruppi e senza potersi toccare, poi insieme: “Abbiamo deciso di abbracciare questa sfida e non ci sarà paura nello spettacolo, oggi siamo bloccati appunto dalla paura e abbiamo bisogno di una trascendenza. Tornare a Ferrara è una nostalgia e un tornare a casa – ha proseguito Vandekeybus – sono felice di essere qui per una prima mondiale, qualcosa che non si ripeteva da anni, e anche se di questi tempi ogni giorno è un giorno nuovo e non si sa cosa succederà, siamo sicuri che porteremo fino alla fine questo progetto. Il pubblico di Ferrara è sempre molto caloroso e affezionato, lo sento sempre molto vicino”.
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