Dom 18 Ott 2020 - 2126 visite
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Furti a raffica in casa e nelle aziende: in tre in manette

Sgominato dai Carabinieri un gruppo che ha compiuto almeno 24 colpi tra 2018 e 2019 in cinque province fermandosi solo per il lockdown. La refurtiva poi veniva rivenduta in Romania

I carabinieri di Ferrara hanno arrestato tre uomini romeni ritenuti responsabili di almeno 24 furti compiuti tra la fine del 2018 e ottobre 2019 in abitazioni e aziende tra la provincia estense e quelle di Rovigo, Bologna, Modena e Ravenna.

Il blitz – chiamato operazione “Bobcat” – è scattato venerdì 17 ottobre, dopo una lunga attesa e tanti appostamenti effettuati dai militari per poter prendere tutti e tre nei loro domicili a Ferrara. Nonostante l’indagine sia stata avviata dal pm estense Ciro Alberto Savino, l’ordinanza di custodia è stata emessa dal gip di Ravenna Corrado Schiaretti su richiesta del pm Cristina D’Aniello perché è a Ravenna che è stato compiuto il furto più grave: tre fucili da caccia, 100 cartucce calibro 12 e una carabina ad aria compressa.

I tre, tutti romeni, sono Nicolae Moraru, 39 anni, pregiudicato e considerato un po’ la mente del gruppo; Gheorghe Ion Preda, 30 anni, incensurato e Costica Cercel, 53 anni, incensurato. Sono indagati per concorso in furto aggravato e continuato. È sicuro che ci fossero altri soggetti coinvolti, anche se in modo saltuario, che venivano appositamente dalla Romania per poi ripartire con la refurtiva.

Gli obiettivi erano abitazioni private, ma soprattutto aziende agricole o industriali e cantieri edili e stradali da dove prelevavano mezzi – come i bobcat che hanno dato il nome all’indagine – e attrezzi.

Il bottino complessivo è stato stimato in oltre 200mila euro, i carabinieri sono riusciti a recuperare e restituire refurtiva per un equivalente di circa 50mila euro.

“È un’operazione importante perché riguarda dei soggetti hanno colpito il tessuto economico del territorio ed è stato un bel lavoro perché scoprire i furti è molto difficile, a livello nazionale la media è di circa il 5%”, osserva il tenente colonnello Mauro Maronese durante la conferenza stampa convocata per illustrare i dettagli dell’indagine.

Nel territorio di Ferrara i colpi sono stati 15, altri cinque si sono verificati a Bologna, due a Modena e poi uno a Rovigo e uno a Ravenna. In realtà ci saranno delle aggiunte, durante l’arresto i carabinieri hanno trovato altra refurtiva (già restituita al titolare), facendo scattare un’altra denuncia per il 25esimo colpo.

Tra gli oggetti dei furti, oltre alle armi, spiccano per valore i mezzi, come quattro mini-escavatori Bobcat, tre trattori e poi un furgone al quale sono stati ‘solo’ stati portati via i pezzi di ricambio per aggiustare uno dei furgoni usati dal gruppo per i colpi, rovinatosi in un incidente stradale.

Dopo aver individuato l’obiettivo da colpire, spiega il maggiore Marco Angeli, comandante della Compagnia Carabinieri di Ferrara, “partivano con un’auto di grossa cilindrata e con il furgone che andava dietro. L’auto faceva da sentinella e allertava il furgone dell’eventuale presenza di forze dell’ordine”. Poi “la refurtiva veniva portata in Romania dove veniva rivenduta: facevano dei viaggi periodici”.

Solo il lockdown li ha costretti di fatto a fermarsi.

I tre sono stati anche intercettati ed erano consapevoli di essere controllati, anche perché in alcune occasioni hanno ritrovato i dispositivi usati per le intercettazioni. “Sono stati molto guardinghi – spiga Angeli – cambiavano spesso le auto, considerandole bruciate se venivano controllati in strada e cambiavano anche le utenze telefoniche. Ma in un caso, convinti di non essere ascoltati, si sono lasciati andare a insulti verso le forze dell’ordine e a ironie sulla giustizia italiana, ché non li avrebbe condannati a pene severe per quei reati”.

Dopo il lockdown è ripresa la spola tra l’Italia e la Romania e viceversa, tanto che i carabinieri guidati dal tenente Tindaro Caruso hanno dovuto pazientare ancora prima di poterli avere tutti e tre assieme per arrestarli.

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