Ven 16 Ott 2020 - 436 visite
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Didattica Unife, le osservazioni del M5S

Spett.le Redazione,

ci permettiamo di fare alcune osservazioni sulle modalità di erogazione della didattica per questo inizio di anno accademico ad Unife.

La maggioranza delle lezioni, in quasi tutti i corsi di studio (tranne, ad es., i Dipartimenti di Fisica e Scienze della Terra, meno affollati) è erogata on line, ad eccezione di una parte dei laboratori e delle cliniche. Una piccolissima parte delle lezioni è effettuata in presenza e per poche ore di approfondimento in Fiera, soprattutto per gli iscritti al primo anno, come anche gli incontri periodici con i professori, a scopo di tutoraggio.

Capiamo perfettamente le difficoltà nell’ organizzare lezioni in aula rispettando le norme di distanziamento sociale, però riteniamo che ad Unife si potesse e si possa ancora fare di più, tenendo anche conto che alcuni degli edifici di proprietà dell’Ateneo non verranno riaperti.

Un esempio è l’edificio principale del Polo scientifico tecnologico, dove fino a febbraio si svolgevano le lezioni dei corsi di ingegneria, la “cattedrale” di via Saragat n. 1 (ex-zuccherificio Eridania). Ad oggi questo edificio è chiuso e non vi vengono svolte attività di didattica, perché l’ impianto di riscaldamento non rispetterebbe i parametri anti-Covid. Ci chiediamo dunque a che punto siano i lavori di adeguamento, se questi sono iniziati, sia per questo edificio, che per tutti gli altri edifici che ad oggi non sono utilizzati per le lezioni a causa di carenze strutturali.

Ci permettiamo di dire che realtà vicine alla nostra, hanno privilegiato l’erogazione della didattica in presenza, come UniBo , dove infatti la maggioranza delle lezioni si svolge in aula (garantendo comunque la didattica a distanza per chiunque voglia fruirne), dando la possibilità agli studenti di prenotarsi tramite un’opportuna applicazione, per potere accedere alle lezioni in aula, senza che vengano meno le regole di distanziamento sociale.

Riteniamo che il modello da seguire anche per Unife sia quest’ultimo, in modo da permettere agli studenti di vivere il momento dell’apprendimento anche come momento di socialità e scambio o confronto di informazioni e non solo come rigida lezione frontale, come risulta essere per sua natura la lezione on line.

Inoltre, un maggior numero di lezioni garantite in presenza porterebbe al rientro di molti degli studenti fuori sede, che quest’anno hanno deciso di non tornare a Ferrara, vista la modalità on line delle lezioni, con una conseguente grossa perdita per l’indotto degli affitti e delle entrate per le attività commerciali della città, ricordando che senza i suoi studenti Ferrara muore.

Auspichiamo quindi che Unife intraprenda da subito delle azioni concrete per aumentare il numero di attività in presenza, almeno per arrivare ad iniziare il secondo semestre riportando in aula molti più studenti rispetto ad ora, con un approccio di contenimento e contrasto della pandemia che contempli una qualche forma di convivenza controllata con il virus, dal momento che l’arrivo di un vaccino efficace non sembra imminente. Così come avviene per gli altri ordinamenti di scuola, che secondo i dati più recenti non risultano essere i luoghi principali di diffusione del contagio.

Gruppo M5S Ferrara

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