Gio 1 Ott 2020 - 22 visite
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“Continueversioni” alla Galleria Cloister

Venerdì l'inaugurazione della mostra dell'artista ferrarese Riccardo Bottazzi

Secondo appuntamento della rinnovata Galleria Cloister, dal 2 al 31 ottobre, secondo scultore invitato a esporvi dopo il maestro Sergio Zanni. Anch’egli ferrarese, per Riccardo Bottazzi è un ritorno, ma con modalità diverse rispetto alla precedente partecipazione del 2017. Si è scelto, infatti, di proporre una serie di opere a tema unico, sul processo cognitivo dello sguardo e del suo vasto campo d’indagine sotto il nome “Continueversioni”.

In tale veste, la mostra mette a confronto i diversi aspetti della sua produzione in un percorso di ricerca coerente e scrupoloso, contrassegnato da un’assoluta fedeltà al proprio linguaggio.

Superando con disinvoltura i limiti della settorialità delle forme espressive, Bottazzi affida lo sviluppo di ogni realizzazione all’equilibrio di rigorosi rapporti formali che sono la chiave stessa della sua riuscita. Una curiosità feconda guida l’artista nei suoi diversi modi di scandagliare lo spazio, come una continua chiamata alle origini della materia, sia condensata nelle intuizioni plastiche della terza dimensione sia fissata nelle essenze pastose del colore-non colore su tela, con una significativa incursione nella video-installazione.

Il fine è quello di elaborare diversi gradi di interpretazione della materia, fino al prototipo di un oggetto sensoriale capace di incarnare un avanzamento concettuale che non si arresta nel manufatto in sé ma prosegue oltre la sua estensione fisica, e che sappia essere l’esercizio itinerante di una conoscenza destinata a protrarsi nel tempo.

La mostra che inaugura venerdì 2 ottobre alle 18.30 sarà visitabile fino al giorno 31 dello stesso mese. Intitolandola ‘Continueversioni’ e corredandola di alcune riflessioni poste in lettura al visitatore nelle varie sale, Domenico Settevendemie ha inteso certificare lo stato costantemente ‘in progress’ dell’esperienza artistica di Bottazzi, lontana da ogni autoreferenzialità, solitaria nella sua esecuzione ma mai vissuta in solitudine, bensì come parte di un discorso più ampio e partecipato cui tutti, volendo, sono chiamati a offrire il proprio contributo.

Si segnala a corredo dell’evento, un libretto per i tipi Manfredi edizioni, che dà conto di un recente intervento installativo dell’artista sul territorio ferrarese. Una partitura offerta dal compositore romano Fausto Razzi, classe 1932, figura di assoluto spicco della musica contemporanea e per il quale si rimanda ad ampia biografia, impreziosisce l’allestimento.

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