Cronaca
30 Settembre 2020
La presunta vittima nega gli episodi di violenza fisica e psicologica da parte del figlio

Maltrattamenti in famiglia, la madre ritratta tutto

di Elisa Fornasini | 1 min

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È iniziato ieri mattina, giovedì 17 settembre, davanti alla Corte d'Assise del Tribunale di Ferrara, il processo che vede alla sbarra Matteo Nocera, l'ex infermiere 44enne accusato dell'omicidio volontario pluriaggravato di Antonio Rivola, 83 anni, morto nel settembre 2024 mentre era ricoverato nel reparto di Lungodegenza Post-Acuzie Riabilitativa Geriatrica dell’ospedale Mazzolani-Vandini di Argenta

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Vero e proprio ‘colpo di scena’, non si potrebbe definire altrimenti, quello avvenuto nel processo per maltrattamenti in famiglia che vede alla sbarra un uomo ferrarese, M.M. le sue iniziali, difeso dall’avvocato Pasquale Longobucco, accusato di aver usato violenza fisica e psicologica verso l’anziana madre.

Nell’udienza di martedì 29 settembre, davanti al giudice Silvia Marini, è stato sentito il teste chiave di questa brutta vicenda, la mamma, che ha ritrattato tutto quanto riportato nella denuncia da lei stessa presentata.

La presunta vittima, una donna di 77 anni, ha negato tutti gli episodi di violenza e si è appellata al suo disturbo di natura psichiatrica che l’avrebbe portata a travisare la realtà.

La donna, attualmente ricoverata in una struttura sanitaria, ha dichiarato l’intenzione di tornare a vivere con il figlio e ha assicurato di non essere stata condizionata dal figlio o da chi per lui a ritrattare tutta la storia, non avendo contatti da più di un anno. L’imputato, classe 1971, avrebbe infatti rispettato il divieto di avvicinamento alla madre scattato a maggio 2019.

La prossima udienza è stata programmata al 22 ottobre per sentire gli ultimi testimoni e fare chiarezza su quanto accaduto, o non accaduto. La madre rischierebbe anche di finire nei guai per calunnia, che probabilmente non avrà seguito perché il figlio non intende sporgere denuncia.

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