Mar 29 Set 2020 - 882 visite
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Spal-Cosenza nel segno di Denis Bergamini. La sorella: “Ha sempre tifato per la sua città”

Donata Bergamini parla con Estense.com: "Unita alla Curva Ovest con il cuore e la comune voglia di giustizia. Ora attendiamo novità da Castrovillari, ma c'è già una verità incancellabile"

(foto di Alessandro Castaldi)

di Davide Soattin

Quella tra Spal e Cosenza, che si terrà alle 16.15 di sabato prossimo sul terreno del Paolo Mazza, non sarà solamente una semplice gara del nuovo campionato di Serie B, ma molto di più.

A distanza di quasi 31 anni esatti dalla sua uccisione, avvenuta il 18 novembre 1989 sul tratto di strada statale 106 vicino a Roseto Capo Spulico, si affronteranno le due squadre che hanno accompagnato e preso per mano la vita di Denis Bergamini, centrocampista ferrarese di Argenta, che sì non ha mai indossato i colori biancazzurri, ma che ha saputo ritagliarsi un posto importante nella storia e nel cuore dei Lupi cosentini.

Per questo motivo, e per tanti altri ancora, a distanza di pochi giorni dalla partita tra ferraresi e calabresi la redazione di Estense.com ha intervistato la sorella Donata, protagonista di una chiacchierata che ha voluto toccare diversi temi, sempre nel segno della verità e della giustizia per Denis.

Nonostante non sia mai stato biancazzurro, Spal-Cosenza si potrebbe comunque definire il derby del cuore di Denis?

“Per quanto riguarda la storia di Denis e la nostra famiglia, il match tra Spal e Cosenza non può che essere il top. Si tratta infatti di una gara che unirà le sue origini ferraresi alla città di Cosenza, in cui ha trascorso gran parte della sua carriera da calciatore. Nonostante ciò, lui non ha mai dimenticato Ferrara e la sua squadra, e anche quando era lontano da casa restava sempre aggiornato sui risultati della Spal. Il mondo del calcio era tutto per Denis, che non ha mai perso i colori della sua città. Anzi, insieme al rossoblù, si portava con sé anche il colore biancazzurro e quando la Spal giocava al Mazza, se riusciva, andava a vederla”.

E la famiglia Bergamini che rapporto ha con la società biancazzurra?

“Il rapporto con il presidente Mattioli e la famiglia Colombarini è ottimo. Li conosciamo da vecchia data e, anche se non sempre c’è un rapporto diretto, tra di noi c’è un grandissimo rispetto. Proprio a questo proposito, quando ogni stagione organizziamo il torneo in memoria di Denis, sia il pres. che la società partecipano sempre con grande entusiasmo e non posso che ringraziarli di questo”.

Anche con i ragazzi della Curva Ovest c’è un bel legame.

“La Curva Ovest si è sempre comportata molto bene. In più di una circostanza, ha appeso e mostrato anche degli striscioni per il ricordo di Denis. Di fondo c’è un legame sportivo davvero molto forte che, anche se non è un amore di frequentazione, ci unisce con il cuore e la volontà di giustizia che abbiamo entrambi”.

Sabato sarà invitata dalla Spal allo stadio?

“Per il momento non ho ancora ricevuto nulla, ma nemmeno io mi sono fatta promotrice. Sia per il Coronavirus, sia perché credo spetti più alla società. Stiamo vivendo un periodo molto particolare, ci mancherebbe. Anche noi abbiamo rinunciato a un evento che si sarebbe dovuto tenere il 12 settembre tra la squadra cosentina che porta il nome di Denis e la Portuense. Ma tutti abbiamo preferito rimandarlo. Denis era un ragazzo che ci teneva alla vita e non mi sembrava giusto rischiare”.

Verità per Denis. A che punto è la vicenda giudiziaria?

“Dopo il trasferimento del procuratore Facciolla, che aveva portato alla verità, autorizzando la riesumazione, stiamo attendendo le  novità da Castrovillari. Ora si aspetta che arrivi anche la giustizia. Speriamo che arrivi, perché deve arrivare. Per forza. La verità è già uscita con l’autopsia. Si tratta di una verità incancellabile, da cui spero escano le pene per chi è stato il responsabile”.

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