Elian è il primo nato a Cona del 2026
Il primo nato del 2026 all'ospedale di Cona è Elian Ciubuc, venuto alla luce alle 12.55 del primo gennaio. Accanto a lui mamma Nadia e papà Ion, originari della Moldavia e ora residenti a Codigoro
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Sotto l'albero di Natale, mentre la città scorreva ancora nel ritmo sospeso delle feste, circa duecento persone si sono raccolte per la pace. In piazza Cattedrale, il primo giorno dell'anno è stato un gesto collettivo per ribadire che il no alla guerra e al riarmo non è astrazione, ma una scelta politica, quotidiana e urgente
Un’esplosione di luci, musica ed emozioni. Davanti a oltre 30mila persone, Ferrara ha accolto il 2026 con la 26ª edizione dell’Incendio del Castello Estense
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“Quando uno sventola la bandiera di sinistra, la lotta di classe del c…”. E’ il commento astioso di un professore universitario ad un ex studente che, sul proprio profilo Facebook, ha pubblicato una propria immagine con un profilattico in mano, con lo scopo di diffondere le buone pratiche di prevenzione contro le malattie sessualmente trasmissibili e l’Hiv.
L’ex studente, Sergio Ancarani Penazzi (il suo vero nome è Sergio Echamanov, ndr), di fronte al tentativo di svilire il proprio impegno in questa campagna di prevenzione, ha dapprima avvertito il professore, poi ha richiesto ufficialmente all’Università di Ferrara di esprimersi nei suoi riguardi con un “richiamo formale e istituzionale” in merito “ai suoi commenti estremamente assenti di terzietà e di rispetto nei confronti di una campagna per la prevenzione”.
Il docente in questione è Enrico Maestri, professore associato di Filosofia del Diritto presso il corso Isu/01 di Ferrara, che dopo aver pubblicato il commento di cui sopra, di fronte alla reazione del giovane autore del post (“L’uso del profilattico è essenziale per le MTS. Se lei come professore si oppone all’uso significa che le si oppone a vedere la realtà. Nel qual caso ci si vedrà in commissione disciplinare”) ha rincarato la dose con sprezzante ironia: “Ma certamente caro. Ci si vede e salsicceremo tutte le strade come si conviene ai bravi socialisti come noi”.

Sergio è un attivista di Volt Europa, movimento politico paneuropeo, e il suo impegno in questa campagna di prevenzione prescinde dal suo essere dichiaratamente gay: “Sono vicino al movimento Lgbt e mi piacerebbe che anche l’Arci si esprimesse sulla reazione scomposta di questo professore, che conoscevo all’Università pur non essendo stato nel suo corso. Non comprendo come si possa non prendere sul serio, e addirittura deridere, una battaglia contro le malattie sessualmente trasmissibili che riguarda tutti, etero, gay, trans e ogni persona su questa terra”.
“Ho scritto all’Università di Ferrara – aggiunge – affinché richiami formalmente il professore, sebbene dalla segreteria mi abbiano già anticipato che difficilmente potranno esprimersi su vicende personali che non riguardano direttamente la sua professione in Unife. Ad ogni modo credo che il suo comportamento vada stigmatizzato”.
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