Grattacielo. Le carte sul tavolo di Fabbri già dal 2019
Sul tavolo del sindaco, già nei primi mesi del suo insediamento, faceva metaforicamente bella mostra di sé la pratica degli immobili di viale Costituzione e di via Felisatti
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Fatale il pareggio in casa contro Medicina Fossatone per il tecnico dell'Ars et Labor Stefano Di Bendetto che è stato sollevato dall'incarico
Aveva intimorito una 17enne tagliandosi con un coltello per costringerla ad avere un rapporto sessuale con lui. La Corte di Cassazione ha confermato la condanna in via definitiva a 5 anni e 8 mesi per violenza sessuale aggravata
Le segnalazioni confluiranno nell'inchiesta del pm Stefano Longhi, aperta per incendio colposo contro ignoti, per accertare quali interventi siano stati eseguiti dopo le prescrizioni impartite e con quali modalità, e quali invece no, al fine di indagare eventuali profili di responsabilità
"Una scelta difficile ma di responsabilità". Definisce così il sindaco di Ferrara Alan Fabbri la firma posta sulle due ordinanze che definiscono l'inagibilità della Torre A e della Torre C del Grattacielo di Ferrara e il divieto immediato di accesso e di permanenza negli appartamenti

Don Tiziano Bruscagin (archivio)
Inizia subito con un rinvio il processo nei confronti di don Tiziano Bruscagin, l’ex parroco di Goro accusato di aver calunniato due fratelli indicandoli come autori del brutale assassinio di Willy Branchi.
Nella tarda mattinata di lunedì 21 settembre, i difensori del don – gli avvocati Milena Catozzi e Marcello Rambaldi – hanno ottenuto dal giudice dell’udienza preliminare un po’ di tempo per analizzare i documenti prodotti dal pm Andrea Maggioni: si tratta dei verbali di sommarie informazioni rese da persone a cui Bruscagin aveva fatto riferimento indicandole come persone a conoscenza dei fatti durante l’indagine (ri)aperta nel 2014. I documenti fanno parte dell’indagine principale, quella in cui due fratelli finora rimasti senza nome sono indagati per l’omicidio, al quale il procedimento nei confronti del don è strettamente connesso.
Il gup Vartan Giacomelli ha aggiornato l’udienza al prossimo 18 novembre, quando anche la difesa potrebbe chiedere a sua volta l’acquisizione di altri documenti.
Dall’altre parte vi sono i due fratelli Francesco (detto Boris) e Alfredo Gianella, rappresentati dall’avvocato Dario Bolognesi, indicati dal don come coinvolti nell’omicidio di Willy (nell’ottobre del 2019, sulla lapide del padre Ido, anche lui nominato dal don, comparve la scritta “assassino”). Si costituiranno parte civile.
E parte civile si costituirà anche Luca Branchi, il fratello del 18enne massacrato e ucciso nella notte tra il 29 e il 30 settembre del 1988, assistito come sempre dall’avvocato Simone Bianchi. “L’atteggiamento della famiglia Branchi è neutrale – afferma il legale -. Esortiamo il prete a dire quello che sa e a chiarire la sua posizione. Il suo silenzio non fatto altro che accrescere il dolore della famiglia”.
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