Dom 20 Set 2020 - 272 visite
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Maurizio Martina: “Chi controlla la catena alimentare può controllare il mondo”

Presentato al Libraccio il libro "Cibo sovrano" dell'ex segretario nazionale del Pd: "L'Europa potrebbe diventare la prima potenza economica"

di Francesco Franchella

Si chiama “Cibo sovrano”, edito Mondadori, il nuovo libro di Maurizio Martina presentato al Libraccio di Ferrara. Il sottotitolo è “le guerre alimentari e globali ai tempi del virus”, anche se “il libro – afferma Martina – l’ho pensato prima dell’emergenza sanitaria, e poi ho dovuto rimodularlo in base a quanto è accaduto in questi mesi”.

Alla presentazione era presente anche l’assessore al bilancio della regione Emilia Romagna, Paolo Calvano, ferrarese, grande amico dell’autore ed esperto conoscitore delle dinamiche di mercato. È lui che ha invitato Martina a Ferrara “per le qualità delle cose contenute in questo libro – dice l’assessore – che non parla di Covid, ma di cosa può capitare dopo il Covid, di quali siano gli effetti, soprattutto economici, indicando una prospettiva con un’analisi lucida: come si possono affrontare le sfide alimentari da qui ai prossimi decenni?”.

Calvano spende due parole anche su Ferrara, partendo dal Piano nazionale di ripresa e resilienza (Pnrr), basato sul Recovery fund europeo: “Questa mattina passeggiavo per il centro della città con il libro in mano, in mezzo ci avevo messo il Pnrr, che contiene strumenti europei che possono aiutare territori periferici come Ferrara a essere più centrali. L’Europa ha una grande occasione e sta andando nella direzione giusta, anche grazie all’Italia, e tutto ciò deve rientrare nelle strategie che verranno adottate per aiutare territori come quello ferrarese”.

Ma tornando al libro, Martina si è occupato di un tema di cui si parla poco: la questione alimentare. Un tema che aveva iniziato ad analizzare sin da prima dell’emergenza sanitaria, ma che ha subìto grossi mutamenti a causa della stessa. Secondo l’autore “questo è un libro ancora aperto, non me la sentirei in alcun modo di raccontarvi di avere certezze su un tema enorme legato al potere del cibo. Io mi pongo una domanda: come noi produciamo, distribuiamo e possediamo cibo? Certo, non è una delle ‘grandi’ questioni su cui si incentra il potere (5G, petrolio, tecnologia…), ma io penso che in questa fase si parli troppo poco della partita che si sta giocando tra i proprietari dei mezzi di distribuzione e produzione di cibo”. Poi lo sguardo all’Italia: “Durante l’emergenza abbiamo avuto un sistema che ha retto, nonostante le innumerevoli difficoltà, ma non è stato così ovunque, non è stato così per tutti”. Uno degli esempi riportati da Martina, è quello che è successo tra marzo e aprile in alcune zone degli Stati Uniti: migliaia di persone in fila per un pasto caldo che non si potevano permettere e, dall’altra parte, nelle stesse zone, migliaia di capi di bestiame abbattuti e lasciati lì, perché i macelli erano chiusi a causa del Covid.

“La catena della questione alimentare è formata da troppi anelli – continua – basta che se ne inceppi uno, perché tutto il sistema vada in tilt: ecco perché dobbiamo accorciarla questa catena. Ecco perché dobbiamo puntare sul mercato unico e poi fare il salto fondamentale: passare da mercato a piattaforma europea”. Difatti se l’Europa si unisse dietro a un unico organismo saremmo “la prima potenza economica, lasciandoci alle spalle Usa e Cina, che invece stanno influenzando il mercato globale: chi avrà la primazia dei meccanismi di distribuzione e produzione, di proprietà di mezzi, avrà la parte più consistente dello scenario alimentare. Il che significherebbe controllare il mondo”.

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