Tentata rapina a un commercialista con una scacciacani, nuovo processo per Aissa Moncef
Ancora un processo per Aissa Moncef, 59enne di nazionalità tunisina, già noto alle cronache giudiziarie locali. L'accusa è quella di tentata rapina
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Fermo convalidato e carcere confermato per Vladimiro Lombardi, il 52enne fermato poiché gravemente indiziato per il femminicidio della moglie, la 50enne Samanta Zironi, trovata morta all'interno della propria abitazione in via Stefano Gatti Casazza, al Barco
Torna a intervenire il Comitato dei Condomini per la Trasparenza del Grattacielo di Ferrara chiedendo all'amministratore condominiale l'apertura di un tavolo tecnico e all'amministrazione comunale una modifica delle ordinanze per consentire l'accesso alle torri a tecnici e periti
Al Parco Urbano cresce il villaggio dei fan storici del Blasco. Da Ferrara a Olbia, Bari e Udine: per molti il concerto è un viaggio che dura tutta l'estate
A due giorni dal debutto del Vasco Live 2026, è stata pubblicata la mappa ufficiale dell'area evento al Parco Urbano "Giorgio Bassani", che il 5 e 6 giugno accoglierà complessivamente 120 mila spettatori per le prime due date del tour
Un ispettore e un sovrintendente di Polizia penitenziaria sono finiti a processo per violenza privata aggravata e abuso di autorità nei confronti di due detenuti tunisini ristretti nel carcere di Ferrara (parti offese ma ormai espulse dall’Italia) con anche l’aggravante dell’odio razziale.
Entrambi i poliziotti penitenziari – difesi dall’avvocato Denis Lovison – dopo l’udienza di martedì 15 settembre, dovranno tornare davanti al Gup Carlo Negri il prossimo 24 settembre: la pm Isabella Cavallari ha modificato il capo d’imputazione, aggiungendo nuove accuse, motivo che ha portato il difensore a chiedere i termini a difesa.
I fatti, da quello che si apprende, si sarebbero svolti negli anni tra 2014 e 2017, soprattutto in quest’ultimo anno.
Entrambi, usando la violenza sia fisica che psicologica, avrebbero cercato di costringere un detenuto a fornire informazioni su altri ristretti (violenza privata), sottoponendolo a misure di rigore – consistite in percosse – non consentite (abuso di autorità), mossi dall’odio razziale. Nei confronti di un altro detenuto, parte offesa, si sarebbero limitati solo all’abuso di autorità.
Per l’ispettore sono state integrate anche accuse di istigazione a compiere danneggiamenti nelle celle e resistenze a pubblico ufficiale, alcune in concorso con dei detenuti.
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