Mar 11 Ago 2020 - 431 visite
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Confagricoltura Ferrara: i frutticoltori si interrogano sul futuro di pere e mele

Cimice asiatica e maculatura bruna i principali nemici, ma a scapito dei produttori c'è anche la pressione della Gdo sui prezzi

Elisabetta Moscheni

“Coltivare pere diventa sempre più difficile. Gli enormi problemi che hanno caratterizzato il 2019 hanno messo in serio pericolo la sopravvivenza della nostra frutticoltura e se quest’anno si registrano meno danni da cimice rispetto allo stesso periodo dello scorso anno, già a primavera è tornata a manifestarsi la maculatura bruna, in particolare sulla varietà Abate”.

Inizia così la propria analisi Elisabetta Moscheni, presidente della Sezione Frutticola di Confagricoltura Ferrara, che aggiunge: “Ad oggi le pere a maturazione più precoce, Carmen e Santa Maria, sono state raccolte con risultati caratterizzati da una buona qualità, e ora sono in corso gli stacchi della William e delle mele Gala. Nell’areale ferrarese lo scorso anno si è registrato l’abbattimento di più di 2.000 ettari di frutteti, un trend che continua ormai da tempo, ma che nel 2019 ha registrato una drammatica impennata. L’impossibilità di utilizzare molecole utili nel contrastare varie patologie sta accelerando il processo di espianti di pereti. Il costo di fitofarmaci alternativi a quelli ritirati dal commercio stanno indebitamente arricchendo le multinazionali, poiché sono inefficaci; i frutticultori non sanno più come difendere “il frutto” di tanto lavoro. Inoltre, sempre a scapito dei produttori, si sta già verificando una sensibile pressione da parte della Gdo al contenimento dei prezzi, nel timore di un calo delle vendite a causa della recessione che già sta dando i suoi effetti. Ma sugli scaffali dei supermercati i prezzi sono alle stelle e i produttori si chiedono perché a pagare debbano essere sempre loro”.

“Chiediamo attenzione da parte delle istituzioni – prosegue la presidente Moscheni – vorremmo stabilire un dialogo fra gli anelli della filiera al fine di garantire un reddito sostenibile per la prosecuzione delle attività frutticole che, con il calo in picchiata delle superfici coltivate, porterebbero ad uno squilibrio nelle produzioni nazionali, tale da far prevalere le merci in entrata da Paesi esteri. Effetto deprecabile che va contro ogni logica di sostegno del nostro territorio, vocato da più di mezzo secolo di frutticoltura di grande qualità. Abbiamo esportato in tutto il mondo il nostro know-how ed ora siamo alla frutta. A livello regionale la situazione non è migliore; la perdita di attrattività del sistema frutticolo è sotto gli occhi di tutti, in quindici anni sono stati cancellati quasi 21.000 ettari di superficie coltivata, di cui 6.000 ettari di pere e quasi 15.000 di drupacee. E’ bene ricordare che circa il 70% della produzione pericola nazionale è concentrato nella nostra regione”.

Lorenzo Chiericati, componente della Giunta Esecutiva di Confagricoltura Ferrara e già presidente della Sezione Frutticola dell’Organizzazione provinciale, interviene sulla raccolta in atto di mele precoci. “Nel nostro areale le mele Gala sono in piena raccolta e nella nostra provincia sono molte le aziende che negli ultimi anni hanno investito negli ultimi cloni di questa varietà. Quest’anno il prodotto, a parte qualche zona colpita da abbassamenti termici, si presenta di ottima qualità per pezzatura e in particolare per il colore rosso, che contraddistingue la Gala e che da anni non si presentava così brillante. Ritengo ci siano le condizioni affinchè il mercato possa dare soddisfazione a noi produttori, tra queste, la scarsa produzione dovuta al freddo di Paesi nostri competitor europei, la mancata produzione di alcune varietà di mele nell’Italia del nord e, non ultimo, i magazzini vuoti di prodotto, in quanto privi di giacenze dello scorso anno. Durante i lunghi mesi drammatici che il nostro Paese si è trovato ad affrontare a causa del Covid, confido che tutti si siano resi conto di quanto importante sia il nostro lavoro e quanto il made in Italy sia garanzia di salubrità. Cosa vedo per il futuro? – aggiunge concludendo Chiericati – Abbiamo bisogno che la genetica venga presa in considerazione per quello che merita, come la nostra associazione sta dicendo da anni; abbiamo bisogno di piante resistenti alle malattie fungine e tolleranti ai cambiamenti climatici se vogliamo dare un futuro ai nostri figli e continuare ad essere leader in campo frutticolo. Abbiamo i migliori genetisti al mondo, basta volerli ascoltare”.

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