Lettere al Direttore
23 Luglio 2020

Serve un piano organico per l’ex distilleria

di Redazione | 3 min

Caro direttore,

Nei giorni scorsi lo spettacolare blitz della Polizia ha finalmente riacceso i riflettori su una zona poco conosciuta di Ferrara, che si trova alle porte del centro storico: l’ex distilleria Eridania di via Turchi.

Nata nel 1938 come Fabbrica Italiana Derivati Acetilene con l’obiettivo di produrre additivi per carburanti a scopo civile e militare, dopo la Seconda guerra mondiale venne riconvertita da Distillerie Italiane spa in un complesso per la produzione di Alcool etilico da melasso. Successivamente gli impianti furono rilevati dal gruppo Eridania che ne fece una delle più importanti fabbriche italiane per la produzione di alcool impiegato nel settore alimentare e cosmetico.

Il degrado degli edifici, col tempo divenuti relitti industriali invasi di vegetazione e ricovero occasionale per senzatetto o clandestini, è iniziato nel 2007 con la crisi del settore saccarifero. Nel 2014 l’amministrazione comunale aveva avviato un percorso di riqualificazione urbana coinvolgendo anche la Facoltà di Architettura dell’Università di Ferrara: 150 studenti si cimentarono in idee e progetti di riuso dell’area dando vita ad una mostra che si tenne a Palazzo Municipale dal 28 luglio al 5 settembre. Poi, nel 2016, iniziarono gli interventi veri e propri previsti da Piano Operativo Comunale sull’intero quartiere che sorge dietro la Stazione.

L’ultima delibera comunale avente per oggetto “Approvazione Piano Urbanistico Attuativo (PUA) di iniziativa privata in attuazione alla scheda POC 12ar01 – ex distilleria via Turchi Ferrara” è datata 24 maggio 2019. Dopo le elezioni amministrative però sulla riqualificazione è calato il silenzio, interrotto solamente dalle pale dell’elicottero che per circa due ore ha sorvolato la zona oggetto del blitz. Tuttavia, è chiaro che non basteranno alcuni arresti per risolvere il problema dell’area: solo rendendola nuovamente viva e abitabile sarà possibile eliminare il degrado umano e ambientale, ricucendo il tessuto urbano della zona Ovest di Ferrara.

Alla luce di tutto questo come intende muoversi la nuova amministrazione? Entro quali tempi si adopererà per una piena riqualificazione dell’area?

La politica locale ha il dovere di proporre una visione integrata della Ferrara che sarà, discutendone con la cittadinanza e in Consiglio comunale senza partigianerie ideologiche, perché il degrado lo si combatte rendendo più belli e ospitali i quartieri che oggi soffrono maggiormente: dalla Darsena all’ex zona industriale, passando per il quartiere Giardino e le vie adiacenti la Stazione.

Al momento purtroppo non vedo ancora un disegno organico che vada in questa direzione da parte della Giunta, che invece pare aver mostrato scarso interesse per l’Ufficio di Piano e Rigenerazione Urbana e alcuni progetti già in fase di attuazione presso l’ex Mof, ma confido sempre che una discussione pubblica aiuti a trovare nuovi stimoli e prospettive. Nel frattempo, sarei davvero curioso di sapere cosa ne pensano al riguardo sia il vecchio che il nuovo Assessore all’Urbanistica: Roberta Fusari e Andrea Maggi.

Davide Nanni

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