Ven 17 Lug 2020 - 941 visite
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Minacce al consigliere del Comunale Gelmi: “Serve legge contro l’omofobia”

Solidarietà da Arcigay per la lettera anonima intimidatoria: "Vile attacco, ecco perché ci battiamo contro la violenza"

Intimidazioni dal contenuto omofobo. Sono quelle ricevute, tramite lettera anonima recapitata giovedì mattina nella sua casa a Lido di Spina, da Giacomo Gelmi, membro del Cda del Teatro Comunale di Ferrara, che ha denunciato l’accaduto sui social e in caserma.

“Bene che ti sei rotto un piede così per un po’ la smetterai di intrometterti, uscire sui giornali e rompere le palle con le tue opinioni. Se continuerai frocio di m***** la prossima volta avrai anche l’altro rotto” è il contenuto della lettera.

“Se pensate così di intimidirmi e azzittirmi (per cosa poi non so) non mi conoscete per nulla: mi date ancora più voglia di esprimere democraticamente le mie idee” è la presa di posizione di Gelmi, convalescente dopo una caduta.

Il suo pensiero però va a “tutti quei ragazzi e quelle ragazze che non hanno modo di reagire come faccio io, per i più svariati motivi. Sicuramente si chiuderebbero in se stessi e vivrebbero nel terrore perché ancora certi “focolai” di società arretrata non li permettono di fregarsene e/o reagire. Spero con il cuore, visto quello che leggo su certe pagine nazionali, che questa non venga presa come opinione personale. Infatti si parla spesso delle legge contro l’omofobia come liberticida. Pazzesco!”.

Piena solidarietà per le “minacce di natura omofoba” è arrivata da Arcigay Ferrara che condanna fermamente “il vile attacco: l’omofobia non può e non potrà mai essere un’opinione che può trovare spazio e legittimazione nella nostra società, a dispetto di quanto alcuni esponenti politici di Fratelli d’Italia e Lega hanno recentemente espresso”.

“Proprio affinché questi fenomeni inaccettabili vengano contrastati”, Arcigay “si batte con tutti i mezzi affinché l’odio e la violenza non trovino spazio alcuno, difendendo coloro che come Giacomo ne sono stati vittime e chiedendo a gran voce che una legge contro l’omotransfobia venga finalmente approvata”.

“Per far sì che questo male non si ripeta è importantissimo denunciare gli aggressori – sottolinea l’associazione arcobaleno -. Purtroppo però non tutte e tutti ne hanno la possibilità, le forze e i mezzi: ancora troppe sono le storie di violenze taciute, tante sono le vittime impossibilitate ad esporsi, prive del sostegno psicologico e morale per farlo, alle quali è così di fatto ostacolato l’ottenimento della giustizia.

L’episodio di Gelmi, insieme a tanti altri tristi episodi, “ci convincono della rilevanza del nostro operato e ci ricordano quanto sia importante la presenza, anche a Ferrara e provincia, di un’antenna contro le violenze e le discriminazioni dovute all’orientamento sessuale e identità di genere”.

Sulla questione, “con la consapevolezza purtroppo che non è il primo e nemmeno l’ultimo”, interviene anche Manuela Macario della segreteria nazionale Arcigay: “Se già il fatto di ricevere una lettera anonima è di per sé grave, per di più con sottointese minacce, l’aggravante di questo episodio è l’esplicito riferimento omofobico. Un aggravante che allo stato attuale, senza una legge contro l’omotransfobia, non può essere tenuto in considerazione”.

“Se è questa la libertà di opinione rivendicata da una parte politica, che definisce liberticida e bavaglio la legge, mi preoccupa assai – commenta Macario -. Che libertà c’è nel dare del “frocio di merda” ( e tutte le sue declinazioni possibili) a qualcuno? E ancora, se non vi è chiaro quanto sia aggravante quella banale affermazione, quanto sia lesiva dell’identità di una persona, si vede che non avete mai ricevuto un insulto o ancor peggio una minaccia per qualcosa che fa parte del vostro essere. Se alle vessazioni seguissero minacce e in alcuni casi violenze, davvero affermereste che una legge contro l’omotransfobia non sia necessaria?”.

“Quello di cui è stato oggetto Giacomo è un atto violento a sfondo omofobico. Perché è evidente che il suo orientamento sessuale sia un elemento di grande disturbo per la persona che nel vigliacco anonimato, ha mandato questa lettera – conclude Macario -. So che Giacomo ha le spalle forti e non si farà certo intimidire da un gesto del genere. Grazie Giacomo per non aver taciuto. Che vi serva a riflettere, a fondo”.

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