Mer 15 Lug 2020 - 762 visite
Stampa

Buoni spesa, la Finanza trova 13 ‘casi sospetti’ ad Argenta

Dalle verifiche delle Fiamme Gialle alcune famiglie argentane avrebbero approfittato senza avere diritto all'assegnazione

Argenta. I furbetti dei buoni spesa: una razza di opportunisti questa mai in estinzione, ma che si è evoluta in barba anche al Covid 19. Come? Approfittando cioè dell’emergenza sanitaria avrebbero fatto carte false.

Ovvero: stando a delle verifiche postume, non risulterebbero in possesso dei requisiti necessari per accedere al bando. E avrebbero così impropriamente intascato i contributi destinati all’acquisto di generi alimentari o di prima necessità distribuiti ai bisognosi, messi ancor più in difficoltà economiche dal virus.

Se ne sa qualcosa anche ad Argenta, dove la Guardia di Finanza, così come in altri Comuni della provincia di Ferrara, ha avviato d’ufficio una serie di controlli a tappeto per appurare se coloro che hanno beneficiato di tale agevolazione, erogata nel periodo del lockdown dal Comune su stanziamento del governo Conte, ne avessero pienamente diritto. Ebbene, gli accertamenti avrebbero evidenziato delle anomalie.

Sotto la lente di ingrandimento delle Fiamme Gialle estensi sarebbero infatti finite 13 famiglie che hanno usufruito del sostegno: un bonus variabile da 125 a 400 euro in base ai componenti del nucleo famigliare e spendibile nei negozi convenzionati.

Casi sospetti dunque, soggetti a possibili segnalazioni di natura penale da inoltrare alle autorità competenti, per i quali il sindaco Andrea Baldini, chiamato dai finanzieri per fornire ulteriori dettagli sull’iter di assegnazione di tale forma di sussidio straordinario, ha già messo le mani avanti. E ha annuciato che “l’Amministrazione ha deciso di adottare un provvedimento di autotutela che avrà come fine quello di procedere al recupero delle somme che dovessero essere state indebitamente percepite».

In tutto su 655 richieste 116 sono state escluse, il resto esaudite. «Ma durante la pandemia – aggiunge in sintesi il primo cittadino – il Comune ha dato anche risposte diverse e con altri criteri: ad esempio la distribuzione di borse di spesa o pasti al domicilio anche a persone sotto sorveglianza sanitaria, oltre agli aiuti domiciliari gestiti dall’Asp locale”. Il tutto mentre, al di là dell’emergenza dovuta all’infezione, e in collaborazione con la “Coop La Pieve” e le derrate raccolte dal “Banco Alimentare”, i servizi sociali seguono solitamente 71 famiglie, fornendo loro, al momento, una capacità assistenziale valida sino a fine luglio.

Grazie per aver letto questo articolo...

Da 15 anni Estense.com offre una informazione indipendente ai suoi lettori e non ha mai accettato fondi pubblici per non pesare nemmeno un centesimo sulle spalle della collettività. Ora la crisi che deriva dalla pandemia Coronavirus coinvolge di rimando anche noi.
Il lavoro che svolgiamo ha un costo economico non indifferente e la pubblicità dei privati, in questo periodo, non è più sufficiente.
Per questo chiediamo a chi quotidianamente ci legge e, speriamo, ci apprezza di darci un piccolo contributo in base alle proprie possibilità. Anche un piccolo sostegno, moltiplicato per le decine di migliaia di ferraresi che ci leggono ogni giorno, può diventare fondamentale.


OPPURE
se preferisci non usare PayPal ma un normale bonifico bancario (anche periodico)
puoi intestarlo a:

Scoop Media Edit

IBAN: IT06D0538713004000000035119
(Banca BPER)
Causale: Donazione per Estense.com
Stampa
Contenuto non disponibile
Consenti i cookie cliccando su "Accetta" nel banner"

Utilizzando il sito, accetti l'utilizzo dei cookie da parte nostra. maggiori informazioni

Questo sito utilizza i cookie per fornire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o cliccando su "Accetta" permetti il loro utilizzo. Leggi qui la Cookie e la Privacy Policy.

Chiudi