Argenta
15 Luglio 2020
Dalle verifiche delle Fiamme Gialle alcune famiglie argentane avrebbero approfittato senza avere diritto all'assegnazione

Buoni spesa, la Finanza trova 13 ‘casi sospetti’ ad Argenta

di Redazione | 2 min

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Argenta. I furbetti dei buoni spesa: una razza di opportunisti questa mai in estinzione, ma che si è evoluta in barba anche al Covid 19. Come? Approfittando cioè dell’emergenza sanitaria avrebbero fatto carte false.

Ovvero: stando a delle verifiche postume, non risulterebbero in possesso dei requisiti necessari per accedere al bando. E avrebbero così impropriamente intascato i contributi destinati all’acquisto di generi alimentari o di prima necessità distribuiti ai bisognosi, messi ancor più in difficoltà economiche dal virus.

Se ne sa qualcosa anche ad Argenta, dove la Guardia di Finanza, così come in altri Comuni della provincia di Ferrara, ha avviato d’ufficio una serie di controlli a tappeto per appurare se coloro che hanno beneficiato di tale agevolazione, erogata nel periodo del lockdown dal Comune su stanziamento del governo Conte, ne avessero pienamente diritto. Ebbene, gli accertamenti avrebbero evidenziato delle anomalie.

Sotto la lente di ingrandimento delle Fiamme Gialle estensi sarebbero infatti finite 13 famiglie che hanno usufruito del sostegno: un bonus variabile da 125 a 400 euro in base ai componenti del nucleo famigliare e spendibile nei negozi convenzionati.

Casi sospetti dunque, soggetti a possibili segnalazioni di natura penale da inoltrare alle autorità competenti, per i quali il sindaco Andrea Baldini, chiamato dai finanzieri per fornire ulteriori dettagli sull’iter di assegnazione di tale forma di sussidio straordinario, ha già messo le mani avanti. E ha annuciato che “l’Amministrazione ha deciso di adottare un provvedimento di autotutela che avrà come fine quello di procedere al recupero delle somme che dovessero essere state indebitamente percepite».

In tutto su 655 richieste 116 sono state escluse, il resto esaudite. «Ma durante la pandemia – aggiunge in sintesi il primo cittadino – il Comune ha dato anche risposte diverse e con altri criteri: ad esempio la distribuzione di borse di spesa o pasti al domicilio anche a persone sotto sorveglianza sanitaria, oltre agli aiuti domiciliari gestiti dall’Asp locale”. Il tutto mentre, al di là dell’emergenza dovuta all’infezione, e in collaborazione con la “Coop La Pieve” e le derrate raccolte dal “Banco Alimentare”, i servizi sociali seguono solitamente 71 famiglie, fornendo loro, al momento, una capacità assistenziale valida sino a fine luglio.

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