Mer 15 Lug 2020 - 448 visite
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I Delfini della Libertà sul caso piscine e disabilità

Premesso che il Gruppo facebook denominato “I Delfini della Libertà” si sta costituendo in associazione culturale per la promozione della cultura dell’inclusione ed integrazione, sotto ogni punto di vista, delle persone affette da disabilità e che tale gruppo non ha assolutamente alcun orientamento politico in quanto non conforme al proprio statuto, preme far presente quanto segue:

In relazione all’articolo apparso sulla testata online estense.com in data 13 luglio, relativa all’aggressione portata da un utente facebook (dal profilo cui la veridicità sarebbe da verificare) sulla pagina istituzionale del Comune di Ferrara, contro una cittadina ferrarese affetta da disabilità conseguente a SLA, va rilevato che, oltre al fatto di per se estremamente grave e per cui si auspica che gli amministratori della predetta pagina del Comune estense prendano adeguati
provvedimenti, questo ennesimo episodio di inciviltà ha posto in evidenza alcune problematiche che si intende, come di seguito indicato, sottolineare richiedendo
alle amministrazioni competenti di voler risolvere tali questioni in modo rapido e secondo le norme a tutela di chi è affetto da disabilità:

1. In ordine alla richiesta fatta dalla concittadina, membro fondatore del Gruppo dei Delfini della Libertà e sulla cui veridicità esistenziale (quindi che non si tratta di un cosiddetto fake) diamo piena garanzia, questa ha posto, data la sua grave forma di disabilità, alcune semplici, logiche ed inequivocabili domande, ovvero, testualmente “Ottimo lavoro: piscine e zone accessibili ai disabili ne avete? Costi? Si entra su prenotazione? Grazie.” Va da sé che il comportamento aggressivo di chi le ha dato risposte offensive, successivamente cancellate dal post, non è assolutamente da imputare all’amministrazione comunale ma, sino ad ora la concittadina non ha comunque avuto alcuna risposta in merito alle sue richieste, per quanto è dato a noi sapere.

2. Per verificare se le risposte ai suoi quesiti si potessero trovare sul sito internet del nuovo parco, come è previsto dalla Convenzione ONU per i diritti delle persone con disabilità (Convention on the Rights of Persons with Disabilities, in sigla CRPD) ratificata dal Parlamento Italiano, con trasformazione in Legge dello Stato, il 24 febbraio 2009 e ratificata dall’Unione Europea il 23 dicembre 2010, si è invece riscontrato che non vi è alcuna indicazione, per quanto concerne i disabili, su eventuali accessi, mezzi servomeccanici dedicati e nemmeno su eventuali costi e agevolazioni. Inoltre sul medesimo sito www.parcobacchelli.it è riportato il numero 0532-756377 contattato per chiedere informazioni. La risposta è stata sempre la medesima, ovvero “numero inesistente o non raggiungibile”. Benchè il via alle attività del parco sia programmato per il 24 luglio è logico supporre che si possano chiedere informazioni anche nel periodo precedente, altrimenti perché indicare un numero telefonico?

3. Per quanto riguarda l’altro plesso sportivo acquatico, ovvero quello di via Beethoven, in questo caso il centralino risponde puntualmente e vengono date chiare informazioni circa l’accessibilità e la disponibilità ad accogliereanche disabili. Per quanto riguarda il sito internet, invece, anche in questo caso risultano mancanti informazioni digitali per l’argomento.

Dopo queste brevi considerazioni, non possiamo fare a meno di domandarci come sia possibile che in tutti questi anni, dalla ratifica della Convenzione ONU, ovvero dal 2009, certe situazioni siano rimaste immutate ponendo, di fatto, il disabile in una condizione di scarse, ed in alcuni casi inesistenti, possibilità di fruire di servizi e attività costituzionalmente garantite ad ogni individuo. Si fa riferimento soprattutto all’art.30 della convenzione che così recita: “ Articolo 30 – Partecipazione alla vita culturale e ricreativa, agli svaghi ed allo sport; Gli Stati riconoscono il diritto delle persone con disabilità a prendere parte su base di
uguaglianza con gli altri alla vita culturale e adottano tutte le misure adeguate a garantire alle persone con disabilità: l’accesso ai prodotti culturali in formati accessibili; l’accesso a programmi televisivi, film, spettacoli teatrali e altre attività culturali, in formati accessibili; l’accesso a luoghi di attività culturali, come teatri, musei, cinema, biblioteche e servizi turistici, e, per quanto possibile, a monumenti e siti importanti per la cultura nazionale”.

Tra ciò, come da titolo dell’articolo, è incluso ovviamente lo sport che non è solo partecipazione ma anche comunicazione. Considerati i tempi odierni e la
tecnologia di cui si dispone, è abbastanza ovvio che il disabile, come anche il normodotato, debba avere accesso digitale a tutte le informazioni che gli consentano di scegliere come spendere il proprio tempo ed organizzarsi. Ad un eventuale risposta di problemi di costi e che le difficoltà si registrano in tutta Italia, rispondiamo che l’adeguamento informativo di un sito internet non ha costi importanti e che, per migliorare la qualità della vita di chi è disabile, si può ben
iniziare da Ferrara e dalla sua provincia, purtroppo caratterizzata da molte carenze organiche e strutturali mai risolte nemmeno negli anni passati.

In ultima analisi, la nostra proposta, dopo la cessazione del preposto ufficio dedicato all’ambiente ed alla sostenibilità, è quella di istituire una sorta di ufficio retto da un disability manager, indipendente da ogni ratio politica, per le analisi delle problematiche in essere ad alla formulazione delle proposte adeguate, in accordo con gli amministratori e sotto la supervisione di un organo esterno e super partes.

Per i Delfini della Libertà, Paolo Vezzani

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