Mer 15 Lug 2020 - 513 visite
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Lettera alla ministra Azzolina

Salve gentile Ministra.
Mi chiamo M****** *******, ho 22 anni e sono un candidato esterno presso il Liceo G.Carducci di Ferrara all’indirizzo Scienze Umane Tradizionale.
All’inizio di quest‘anno sono riuscito, dopo un anno di ricerche, a trovare un lavoro, un’occupazione che speravo mi potesse permettere di acquistare i libri di testo necessari per prepararmi all’esame di ammissione all’esame di Stato.
Ero molto felice, poiché pensavo di poter comprare i libri e aiutare mia madre e mio fratello, poiché siamo una famiglia di fascia ISEE bassa e io sarei stato l’unico con uno stipendio in casa.
Purtroppo, però, non ho potuto nemmeno iniziare a lavorare, poiché il COVID-19 ha costretto il nostro paese alla chiusura. L’azienda di cui ero dipendente era nata da poco, è un’impresa edile con sede a Legnago in provincia di Verona. Non potendo fatturare e non avendo i requisiti per ricevere la Cassa Integrazione dall’INPS mi sono ritrovato distanza di un mese dall’esame di stato senza libri, senza la possibilità di accedere alla didattica a distanza, senza potermi recare in una biblioteca per studiare e senza i soldi necessari per un insegnante di ripetizioni.

Il 26 giugno un mio amico maturando mi ha prestato buona parte dei libri di classe quinta, ma con gli esami il 13 Luglio ovviamente non sono riuscito a prepararmi sufficientemente per ottenere i sei decimi in ogni disciplina.

Oggi 13 Luglio ho svolto la prova scritta di Italiano, è andata discretamente bene, sono andati decisamente peggio gli orali di letteratura e di Latino, perciò ormai il mio destino è segnato, poiché ho già un’insufficienza, senza contare eventuali altre possibili insufficienze nelle prove successive.

Ora non ho un lavoro, l’azienda per cui lavoravo non mi ha ancora spedito alcuna retribuzione e presto dovrò restituire i libri al mio amico, che essendo in difficoltà economiche dovrà venderli il prima possibile.

Il mio esame di stato sarebbe tra due mesi, nella sessione straordinaria. Finora nessuno è stato bocciato all’esame di Stato, nonostante siano stati ammessi anche studenti con Svariate insufficienze, perché a me e ai miei due compagni d’esame non viene data la stessa possibilità? Perché non potete darci un’occasione per poterci liberare da questo fardello e dalla precarietà? Come potrò vivere con serenità quest’anno non avendo certezze lavorative? L’anno prossimo non avrò nemmeno i libri, salvo che per miracolo io riesca a trovare un lavoro pur abitando in un paese della provincia più povera della mia regione, senza patente e senza diploma.

Non ci abbandoni, siamo dei giovani con qualche incidente di percorso, non degli sprovveduti. Voglio lavorare, voglio andare all’università, avere una famiglia, ma senza diploma non posso farlo.

Mi scusi per la lunga lettera, spero che la leggerà.

Cordiali Saluti,

M*******
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