Lun 13 Lug 2020 - 3592 visite
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Pulcino di fratino ucciso a ciabattate a Lido Spina

L'intervento del presidente degli ornitologi dell'Emilia Romagna: "E' una specie in via di estinzione ed è stato commesso un reato, il giovane responsabile è già stato individuato"

Lido di Spina. “Ci è arrivata la notizia che sabato scorso sulla spiaggia del Lido di Spina un ragazzo ha ucciso a ciabattate un pulcino di fratino”. Sono le parole di Roberto Tinarelli presidente dell’Associazione Ornitologi dell’Emilia-Romagna (AsOer), da anni impegnata nella difesa e tutela di questo piccolo uccello che nidifica sulle spiagge.

Il fratino è una specie minacciata di estinzione, di cui rimangono ormai meno di 40 coppie in tutta la regione, un decimo di quelle presenti negli anni ’80.

“I fratini del Lido di Spina – prosegue Tinarelli – avevano destato orgoglio e gioia non solo nei volontari e nelle forze di Polizia che se ne occupavano, ma anche tra i bagnini e i bagnanti: ben tre pulcini erano cresciuti ed erano quasi pronti a spiccare il volo. Erano soprannominati “i bersaglieri” perché continuamente di corsa fra ombrelloni e lettini ed erano ormai una presenza familiare e gradita. Ora sono rimasti due dei tre pulcini. Per fortuna questo non vanifica tutta la preziosa attività svolta dai Carabinieri Forestali del Reparto Biodiversità, dalla Guardia Costiera di Porto Garibaldi e dalla Polizia Provinciale di Ferrara nella salvaguardia della nidificazione dei fratini e nel coinvolgimento a questo scopo di bagnini e bagnanti”.

“Quest’anno – aggiunge Tinarelli – anche grazie alla minor presenza dei turisti nel periodo primaverile, questa collaborazione ha permesso diverse nidificazioni su tutta la costa comacchiese. Ringrazio le forze di Polizia per quanto hanno fatto. L’uccisione di un Fratino è un reato, ossia un illecito penale. So che la persona è già stata individuata e sono certo che i Carabinieri Forestali di Comacchio, titolari dell’indagine, si impegneranno al massimo per far sì che la giustizia faccia il suo corso. L’obiettivo di AsOer – precisa – non è certamente quello di accanirsi contro un minorenne, ma al contrario di informare e coinvolgere il più possibile la popolazione nella tutela di questa specie: non si protegge ciò che non si conosce e che non si ama. Pertanto – conclude Tinarelli – noi di AsOer invitiamo tutti, anche il responsabile di questo fatto così grave ad aiutarci nel monitoraggio e nella tutela della nidificazione dei Fratini”.

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