Sab 11 Lug 2020 - 11758 visite
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Ennesima intimidazione di Naomo a Estense.com. La società civile reagisce

Il vicesindaco aveva pubblicato su Facebook un post offensivo contro il direttore e il giornale online

«L’incondizionata libertà di stampa è un elemento portante e fondamentale della democrazia e non può essere oggetto di insidie volte a fiaccarne la piena autonomia e a ridurre il ruolo del giornalismo». Non sono parole nostre, ma del presidente della Repubblica, Sergio Mattarella”.

Sono i sindacati Cgil, Cisl e Uil che chiamano in causa il Capo dello Stato per rispondere a distanza all’ultima intimidazione del vicesindaco leghista Nicola Naomo Lodi contro Estense.com.

In un post sulla propria pagina Facebook, Naomo Lodi ha usato toni offensivi e dispregiativi nei confronti del giornale e del direttore Marco Zavagli, pubblicandone anche la foto, da dare in pasta alla cosiddetta “bestia” (il nome con cui lo stesso spin doctor di Salvini, Luca Morisi, definisce la poderosa macchina di propaganda sui social della Lega).

Il ‘peccato’ di Estense.com è stato scrivere che dopo oltre un anno il vice di Alan Fabbri abita ancora nella casa popolare pur percependo quasi 5mila euro lordi di soldi pubblici. Quanto è bastato per scatenare l’ira dell’esponente della Lega di Ferrara.

Ma mentre il suo post ha avuto poco successo, vasta è stata la presa di posizione della società civile, la cui indignazione si è spostata dalla piattaforma virtuale di Facebook alla realtà.

E così i segretari provinciali dei tre sindacati hanno scritto un comunicato congiunto per stigmatizzare “l’ennesima esternazione tra il pubblico e il privato, che non merita di essere riassunta, “dettata” da una carica istituzionale quale il vicesindaco di Ferrara nei confronti di Marco Zavagli, direttore di Estense.com”. Un attacco che “non è da sottovalutare e non va preso come l’ennesima boutade per far sorridere i sostenitori, ma dovrebbe far riflettere tutti”.

“Non si continui a commettere l’errore di sottovalutazione – scrivono Cristiano Zagatti, Bruna Barberis e Massimo Zanirato -, perché il post della seconda carica istituzionale cittadina, apparso ieri su Facebook, non è solo una intimidazione al giornale e al suo direttore, ma anche un evidente tentativo volto a fiaccare l’autonomia riducendo il ruolo di Estense.com”.

E’ insomma “una strategia chiara, il tentativo di limitare l’esercizio della professione, attraverso l’offesa alla cronaca che riporta fatti, per provare a zittire chi ha liberamente scelto il mestiere di raccontare ciò che avviene in questa città”.

Cgil, Cisl e Uil ricordano che è una strategia “iniziata da tempo e che ha avuto come apice di notorietà la frase rivolta ai giornalisti de La 7: «vi faremo un culo così. Vi avverto, vi farò male. Vi colpirò politicamente. Da lunedì sparirete, tornerete nei meandri da cui siete venuti»”.

Ma ancor più grave è che il “disegno beneficia del tacito benestare del sindaco che giustappunto solo poche settimane fa commentava con «…è un attacco alla Repubblica…» la decisione del tribunale cittadino sulla condotta discriminatoria del Comune di Ferrara nell’assegnazione dei buoni spesa”.

“Cgil Cisl e Uil di Ferrara – concludono – non solo manifestano la solidarietà a Marco Zavagli e a tutta la redazione, ma soprattutto esprimono incitamento ad andare avanti nel proprio lavoro, che è garanzia di pluralismo e imparzialità dell’informazione quale elemento fondamentale per la realizzazione della democrazia. Sollecitazione che inviamo a tutto il mondo dell’informazione”.

Tra i primi a manifestare solidarietà è stata Ilaria Baraldi, consigliera comunale del Pd, che sa Facebook si chiede se Lodi, “conquistato il potere (per usare un gergo a lui caro)” credeva che “non ci sarebbe stato nessuno a controllare? Nessuno che verificasse come i leghisti lo usano, il potere? Come spendono i soldi pubblici, se i bandi vengono fatti e chi vince i bandi? Che nessuno si chiedesse per quale motivo si spendono tot euro per oscurare i finestrini della macchina del comune? Estensecom e Marco Zavagli hanno sempre controllato il potere e lo hanno sempre liberamente criticato, a prescindere da chi lo esercitasse, ben prima che arrivasse Lodi, anche prima di Naomo”.

Si chiama libertà di stampa – fa notare Baraldi -, che presuppone libertà di giudizio, che Estensecom esercita meglio di altri e, vien da dire, per fortuna. Non solo “nostra”, ma anche di Lodi e dei suoi amici”.

Usa il sarcasmo invece Leonardo Fiorentini di Emilia-Romagna Coraggiosa, che crede che il volgare post sia una strategia mirata: “pare che il sindaco, quello vero, sia nervosetto. Infastidito dal sole, dalle case popolari occupate e dalle sentenze di tribunali avverse, da un paio di giorni cerca di spostare l’attenzione altrove. Non cascateci”.

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