Mer 1 Lug 2020 - 293 visite
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Fine mandato per la garante dei diritti dei detenuti

Stefania Carnevale al consiglio comunale: “Assenza di supporto amministrativo, ma miglioramenti per allenare il muscolo della responsabilità"

di Pietro Perelli

Il consiglio comunale ha visto la relazione della garante delle persone private della libertà personale Stefania Carnevale, in carica dal maggio 2017 fino allo scorso 2 maggio. La relazione fa riferimento in particolare all’intervallo che da fine 2018 arriva alla scadenza del mandato. Un mandato per il quale la dott.ssa Carnevale non ripropone la candidatura a causa, si legge nella relazione, “dell’assenza di supporto amministrativo che mi ha costretta a svolgere da sola l’ingente e complessa entità dei compiti affidati all’istituzione” oltre alla coabitazione di due incarichi lavorativi.

Supporto amministrativo mancato in termini di personale e, spiega l’ormai ex garante, “se l’amministrazione comunale crede nella figura di garanzia che ho avuto l’onore di rappresentare negli ultimi tre anni, è indispensabile che l’organo sia nuovamente dotato delle risorse necessarie ad espletare con prontezza ed efficacia i suoi numerosi e delicati compiti”.

Proprio per questo l’assessora competente Cristina Coletti esplicita l’intento dell’amministrazione di trovare una figura “che possa essere di supporto prima dell’insediamento del nuovo garante”.

La relazione, apprezzata da molti consiglieri e definita “un saggio”, consta di 163 pagine nelle quali la dott.ssa Carnevale non si limita a dare un riscontro della sua esperienza presso la casa circondariale di Ferrara ma la pone all’interno del contesto nazionale. Un periodo, quest’ultimo, nel quale “ho riscontrato – dice – molti miglioramenti”, questo grazie alle numerose attività avviate.

Tra queste il laboratorio di teatro, il giornale Astrolabio e Artenuti, un laboratorio di bricolage e artigianato che attraverso la “vocazione ecologica nel recupero degli oggetti cerca di recuperare vite”. Tutte attività fatte per allenare “il muscolo della responsabilità”, un muscolo fondamentale per il reinserimento del detenuto a fine pena.

Insiste molto su questo tema la garante parlando anche di Dimittendi, progetto “volto ad accompagnare il reinserimento sociale dei detenuti”. “Le dimissioni – continua – sono un momento delicatissimo e grazie a questo progetto si cerca di promuovere il reinserimento a partire da 12 mesi prima attraverso percorsi guidati”. Per concludere Carnevale, richiamando la Corte Costituzionale, ricorda che “la personalità delle persone condannate non resta segnata in maniera irrimediabile dal reato commesso in passato e continua a restare aperta a un possibile cambiamento”.

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