Paura al Circuito di Pomposa, motociclista cade durante le prove libere
Il 60enne è rimasto con un piede incastrato sotto la moto e ha sbattuto la testa. Immediata la chiamata al 118 dei gestori. L'uomo non è in gravi condizioni
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Pontelagoscuro, 40enne arrestato dai Carabinieri dopo aver minacciato e aggredito i militari durante un controllo: l’uomo era armato di due coltelli da cucina
È stata ascoltata durante l'udienza del 7 settembre una delle persone offese nel processo per la cosiddetta “strage di alberi” di Fossanova San Marco, risalente al 2019
Paura a Pontelngorino per un uomo che mentre riparava il tetto del capanno degli attrezzi, intorno alle 10 di mattina del 7 settembre, è caduto al suolo riportando diverse ferite
La dirigente scolastica dell'istituto comprensivo Alda Costa di Ferrara, Antonietta Allegretta, ricorda la maestra Milva Boarini, stimata docente di scuola primaria improvvisamente scomparsa

Le vittime Giulio Nali, Miriam Berselli e Manuel Signorini (foto da Facebook)
Il tribunale di Ferrara lo ha condannato a 4 anni per la morte dei suoi tre amici. Enrico Felloni era accusato di omicidio stradale plurimo per la cosiddetta “strage di Viragano”.
La notte tra venerdì 27 e sabato 28 settembre, verso le 2 di notte, in via Cento, all’altezza del mobilificio Dondi, l’auto che guidava Felloni, una Mazda 3 bianca, che procedeva in direzione Ferrara, si schiantò contro un platano a bordo strada.
I tre passeggeri, amici e colleghi di lavoro del conducente all’ipermercato Tosano, che tornavano da una serata in discoteca, morirono sul colpo.
Su quel ciglio di strada persero la vita Miriam Berselli, 21 anni, di Ferrara, Giulio Nali, 28 anni, residente a Occhiobello e Manuel Signorini, 23 anni, di Salara, in provincia di Rovigo.
SI salvò solo lui, Enrico Felloni, 24enne ferrarese, che rimediò ferite non gravi. Ma gli accertamenti tossicologici mostreranno un tasso alcolemico di molto superiore al limite imposto dalla legge: 1,30 grammi per litro, contro gli 0,5 massimi consentiti.
Per quella tragedia il giovane è finito a processo e, dopo la ricostruzione della dinamica affidata a consulenti e periti, il pm Ombretta Volta ha chiesto e ottenuto la condanna a 4 anni, la pena minima prevista dal codice. A questo si aggiunge la velocità con cui correva l’auto, come ricostruita dalle consulenze in aula: 93 km/h anziché 50.
Ora Felloni, difeso dall’avvocato Carlo Bergamasco, inizierà a scontare la pena, ma fuori dal carcere. Avrà l’obbligo di firma e di dimora e potrà recarsi al lavoro negli orari stabiliti dal tribunale di sorveglianza, che potrà anche affidare il 24enne a lavori di pubblica utilità.
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