Violento schianto sulla Romea, grave un motociclista
Lo scontro con un furgone intorno alle 15 a Mesola. Sul posto ambulanza ed elisoccorso, traffico bloccato in entrambe le direzioni
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Durante un controllo stradale, alle 4 di questa notte, una pattuglia dei carabinieri di Porto Garibaldi nota una vettura, una Peugeot 206, percorrere a forte velocità il centro abitato di Lido di Pomposa con un faro non funzionante
Nel corso di un controllo dei Carabinieri all'esterno di un esercizio pubblico del centro di Mesola, venerdì sera, è stata notata una persona – un 40enne già noto alle forze dell'ordine -, il cui atteggiamento ha insospettito i militari
Potrebbero essere centinaia anche a Ferrara e provincia i consumatori interessati ai rimborsi previsti dopo la conclusione dell’istruttoria dell’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato su Dolomiti Superski e i dodici consorzi di valle
Una programmazione da oltre 1 milione e 500mila euro per dare continuità e rafforzare gli interventi a sostegno della comunità. È questo il valore del nuovo Piano di Zona 2026 del distretto Centro-Nord

Manifestazione di Filcams Cgil, Fisascat Cisl e Uiltucs in piazza (foto di archivio)
Portomaggiore. Storie di ordinaria precarietà in provincia di Ferrara. Siamo nel punto vendita Coop Alleanza di Portomaggiore, dove tre giovani lavoratori sono stati lasciati a casa in quanto scaduto il loro contratto di somministrazione.
“Non una novità purtroppo nell’attuale mondo del lavoro” denunciano da Filcams Cgil, Fisascat Cisl e Uiltucs Uil, vicini a questi lavoratori “lasciati a casa perché hanno raggiunto il numero massimo di contratti di precarietà in questa azienda e, così come prevede la legge, giustamente, avrebbero dovuto essere assunti a tempo indeterminato”.
Invece dell’agognata assunzione – attesa gli ultimi giorni di maggio, “quando l’aspettativa di vedersi riconosciuto l’impegno espresso nell’ultimo anno e con maggior coraggio e passione durante i mesi della pandemia si trasforma in delusione certa” riferiscono i sindacati – vengono messi alla porta, praticamente senza spiegazione.
“Nonostante i delegati del negozio abbiano richiesto ragioni di ciò, le risposte sono state evasive, ma nei giorni successivi sono stati assunti altri lavoratori con contratto di somministrazione” ripercorrono i segretari Maria Lisa Cavallini, Luca Benfenati e Giorgio Zattoni, che prendono posizione contro questa “sorta di ‘usa, professionalizza e getta’”.
A questo punto le lavoratrici e i lavoratori dipendenti della cooperativa hanno deciso di fare una raccolta di firme a favore della loro assunzione in quanto in quel negozio c’è veramente necessità di quei lavoratori, e di consegnarla poi ai delegati e di conseguenza alle tre organizzazioni sindacali di categoria.
Filcams, Fisascat e Uiltucs sostengono formalmente la richiesta e chiedono alla direzione aziendale che venga data una “prospettiva di stabilizzazione definitiva a quei lavoratori, motivata dal fatto che la necessità di personale non è venuta a mancare. Ad oggi nessuna risposta formale in merito”.
“Le lavoratrici e i lavoratori di Portomaggiore con questa presa di posizione dimostrano un senso di solidarietà sociale che è proprio dei lavoratori di una cooperativa” osservano Cavallini, Benfenati e Zattoni, specie perché “slogan e riconoscimenti alle lavoratrici e ai lavoratori per l’impegno profuso durante i mesi di lockdown, il lavoro e la persona posti al centro, dal codice etico della cooperativa insieme al rispetto delle regole, sono stati i leitmotiv di una azienda attenta ai propri dipendenti. Purtroppo però non sempre i fatti seguono le intenzioni”. E il caso di Portomaggiore ne è un esempio.
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