Il Tgr censura la morte di Fakir
"Nell’edizione serale della Tgr Emilia-Romagna il servizio dedicato ad Abderrahim Fakir non è stato trasmesso per decisione del direttore della testata"
"Nell’edizione serale della Tgr Emilia-Romagna il servizio dedicato ad Abderrahim Fakir non è stato trasmesso per decisione del direttore della testata"
Un minuto di silenzio per commemorare Abderrahim Fakir, il 43enne di nazionalità marocchina che domenica (19 luglio) pomeriggio, al quartiere pilastro di Bologna, è morto durante un controllo da parte degli agenti della polizia di Stato. A proporlo, durante l'ultima seduta del Consiglio comunale, a nome di tutti i gruppi di minoranza, è stata la consigliera Anna Chiappini del Pd
Il gip Giovanni Solinas del tribunale di Ferrara ha sciolto la propria riserva e ha accolto la richiesta della Procura di Ferrara, archiviando l'indagine nata dalla denuncia della moglie di un detenuto per un presunto caso di tortura che sarebbe avvenuto il 7 settembre 2024 all'interno del carcere di via Arginone ai danni del marito
Ci sono tre sanitari dell'ospedale Sant'Anna di Cona iscritti nel registro degli indagati per la tragica fine di Maurilla Zona, la 52enne di Coccanile morta poche ore dopo aver autonomamente scelto di rientrare a casa dal pronto soccorso per dolori inguinali e febbre che accusava da alcuni giorni
Le famiglie coinvolte dallo sgombero del Grattacielo navigano ancora nell’incertezza. Comprese quelle con “fragilità”. La vicenda torna, allora, all’ordine del giorno in consiglio comunale
“Siamo di fronte a un ostruzionismo non giustificabile da parte di Fabbri e della sua maggioranza”: è un Partito Democratico decisamente battagliero quello che giovedì mattina incontra la stampa per parlare pubblicamente di un problema di trasparenza che da mesi crea frizioni in consiglio comunale.
Parliamo del numero particolarmente elevato di interpellanze alla giunta e di richieste di accesso agli atti che da mesi attendono invano una risposta: circa una trentina, alcune delle quali risalgono addirittura all’autunno scorso. E che secondo Ilaria Baraldi, Aldo Modonesi e Francesco Colaiacovo avevano per oggetto proprio “le operazioni e le decisioni meno chiare messe in campo da questa amministrazione”, come lo sgombero del campo nomadi, l’assegnazione del canile comunale o le modalità e i criteri per richiedere i buoni spesa durante l’emergenza Covid. E non mancano le critiche anche al presidente del consiglio comunale Lorenzo Poltronieri, che secondo Modonesi “non sta interpretando il proprio ruolo di garanzia e trasparenza nell’ente pubblico”.
Il caso inizia proprio dalla ‘demolizione-show’ del campo nomadi, il 3 ottobre scorso. “Le nostre interpellanze sulla regolarità dell’operazione sono rimaste senza risposta e per questo motivo in febbraio abbiamo scritto al prefetto, che ha mandato una nota al Comune per sollecitare una risposta, ma siamo ancora in attesa degli atti. Purtroppo non possiamo fare molto oltre a sollecitare il prefetto, se non parlarne pubblicamente alla cittadinanza”.
Malgrado nelle interpellanze comunali sia spesso presente la richiesta di una “risposta scritta entro 30 giorni”, questa tempistica non vincola infatti in alcun modo il Comune. “Non c’è una vera norma che obbliga la maggioranza a rispondere – spiega Colaiacovo -, anche se una mancanza di trasparenza di questo tipo dovrebbe avere conseguenze nell’opinione pubblica. Diverso è il discorso per le richieste di accesso agli atti, visto che il Tar e il Consiglio di Stato hanno già emesso sentenze per garantirle a tutti i consiglieri comunali”.
“La trasparenza tanto sbandierata da questa amministrazione – afferma Modonesi – si trasforma in opacità quando si vanno a toccare alcuni temi, e in particolare riguardo al vicesindaco Lodi, su cui si concentra la metà delle richieste e interpellanze ancora senza risposta”. Tra i temi anche l’assunzione di un portavoce per il vicesindaco, “a bilancio per 64mila euro mentre ci dicono che mancano i soldi per assumere gli agenti della polizia municipale”, o lo svolgimento del “concerto itinerante” concluso con una festa in un parco pubblico il 4 maggio, durante l’emergenza Covid. “Se Fabbri e la sua maggioranza sono convinti di non aver fatto nulla di sbagliato – afferma Modonesi – mi chiedo perché non rispondono a chi ne chiede un riscontro”.
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