Gio 7 Mag 2020 - 104 visite
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Coronavirus in Regione: “Il sistema sanitario ha tenuto”. Le opposizioni: “No, tante criticità”

In Assemblea è ripreso il dibattito sull’informativa tenuta la settimana scorsa dal presidente Bonaccini in merito alla gestione dell'emergenza sanitaria

Riprende il dibattito in Aula in Regione, sospeso la scorsa settimana, collegato all’intervento che il presidente Bonaccini aveva tenuto sull’emergenza coronavirus. Il governatore, sul tema, aveva parlato di dati positivi, rilevando il bisogno di riattivare la macchina, questo però con tutte le precauzioni del caso (a partire dalle esigenze del sistema sanitario). Aveva anche annunciato un piano di investimenti (per il prossimo triennio) di 14 miliardi.

Erano già intervenuti i consiglieri Tarasconi, Costi, Soncini e Marchetti del Partito democratico, oltre a Rancan della Lega, Lisei di Fratelli d’Italia, Castaldini di Forza Italia, Piccinini dei Cinquestelle, Zamboni di Europa Verde, Bondavalli della lista Bonaccini e Mastacchi della lista Borgonzoni.

“Molti ringraziano il commissario Venturi per il lavoro fatto, ma non possiamo dimenticare che è lo stesso Venturi che da assessore ha fatto tagli su tagli alla sanità emiliano-romagnola, tanto che il sistema sanitario è collassato sotto l’emergenza: abbiamo alle spalle il decennio nero della sanità pubblica, dieci anni iniziati con il governo Monti caratterizzati da tagli su tagli”, ha incalzato Giancarlo Tagliaferri (Fdi), accendendo i riflettori sul dramma dei morti nelle case di riposo e nelle aziende di servizi alla persona (“Ci sono parametri molto peggiori della Lombardia, benché il governo nazionale e la maggioranza che lo sostiene si siano esibiti in sciacallaggi verso quella regione”).

Dure critiche a Venturi anche da Matteo Rancan (Lega), che ha chiesto spiegazioni sulle dimissioni di Venturi da commissario ad acta (“Solo a mezzo stampa e non in commissione e Assemblea”) e del perché in Emilia-Romagna non venga permessa la terapia anticovid con il plasma. Sempre dalle fila del Carroccio, Fabio Bergamini ha invitato a controllare con grande attenzione la gestione delle numerose risorse economiche annunciate dal presidente Bonaccini.

Sulla fase 2 l’intervento di Valentina Castaldini (Forza Italia), che ha chiesto che la politica riprenda il proprio ruolo di decisore, a partire dal presidente Bonaccini: “Deve decidere se coinvolgere o meno l’opposizione e poi fare chiarezza nella gestione dei test sierologici, visto che in base alle delibere regionali troppe persone sono escluse dalla possibilità di fare il test”.

Sulla stessa linea Marco Mastacchi (lista Borgonzoni), che ha ribadito la necessità di norme e tempi certi per la riapertura delle attività economiche ancora sottoposte a divieti.

Guarda alla fase post coronavirus Giulia Gibertoni (Misto), che ha invitato a lavorare su una svolta ecologista e di tutela dell’ambiente: “Siamo – ha spiegato – di fronte a scelte epocali, non possiamo permetterci che le misure scelte per stimolare la ripresa economica facciano aumentare le emissioni inquinanti: le scelte che questa Giunta regionale ci propone sono più cemento e il rinvio sine die di sugar e plastic tax, provvedimenti che pure erano timide scelte nella giusta direzione”.

“L’emergenza sanitaria non è finita, i numeri stanno migliorando ma l’epidemia è ancora in corso”, a rimarcarlo è stato Igor Taruffi (Emilia-Romagna Coraggiosa). Il consigliere, sulla ripartenza, ha poi ribadito la necessità primaria “di contrastare la crisi economica, per evitare che diventi anche sociale”. Attraverso, ha sottolineato, “misure direzionate alla lotta alle diseguaglianze e anche rivolte alla transizione ecologica”.

Per Giulia Pigoni (lista Bonaccini) è fondamentale “ripartire in sicurezza e rapidamente, soprattutto per quelle attività che non possono aspettare fino a giugno”. Ha chiesto poi di mettere al centro il tema della gestione familiare dei figli, “non un accenno al problema – ha rimarcato – nell’ultima conferenza stampa del premier Conte”. Per questo ha sollecitato la riattivazione, il prima possibile, dei servizi educativi.

La capogruppo Marcella Zappaterra (Pd) ha invece confermato la tenuta, nella fase emergenziale, del sistema sanitario regionale: “E’ innegabile – ha ribadito – che sia fra i più efficienti d’Europa”. Ha poi ribadito che “l’Emilia-Romagna è tra le prime regioni in grado di ripartire: abbiamo peraltro convinto il governo nazionale ad accogliere buona parte delle nostre proposte”.

“Non riconoscere la tenuta del sistema sanitario regionale è una mancanza di oggettività”, ha ribadito Silvia Zamboni (Europa verde). Ha poi sottolineato, sul tema ripartenza, la necessità di mettere al centro la questione della sicurezza, con particolare attenzione anche ai problemi climatici.

Anche il sottosegretario alla presidenza, Davide Baruffi, ha voluto ribadire che “questa regione non è arrivata al collasso anche perché ha investito tanto sulla sanità territoriale”.

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