Lun 4 Mag 2020 - 307 visite
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Salus, i controlli per accedere alle prestazioni

Il poliambulatorio riprenderà l’attività regolare, garantendo anche l’apertura il sabato e la domenica

La Casa di Cura privata accreditata Salus di Ferrara ha risposto alla richiesta della riapertura di lunedì 4 maggio delle attività ambulatoriali.

“Il poliambulatorio riprenderà l’attività regolare – fa sapere la Casa di cura -, garantendo anche l’apertura il sabato e la domenica per erogare i servizi necessari alla cittadinanza in totale sicurezza, permettendo, tra una prestazione e l’altra, la sanificazione”.

Saranno garantite 770 prestazioni alla settimana specialistiche, oltre 3000 entro il mese di maggio, tra cui: ecografia, tac, risonanze, ecodoppler, visite neurologiche, oculistiche, ortopediche.

La clinica privata illustra le procedure di ricevimento per garantire i servizi in sicurezza ai pazienti. All’entrata di Salus sarà posto un banco con distributore di gel idro-alcolico con un addetto eseguirà alcune verifiche.

In primo luogo controllerà che il paziente si presenti con mascherina e guanti e, in caso di mancanza, li consegnerà e li farà indossare (prima di indossare i guanti inviterà comunque alla disinfezione delle mani col gel idro-alcolico). Poi misurerà la temperatura corporea con il rilevatore a distanza; farà firmare il modulo predisposto per l’autodichiarazione di non avere sintomi quali febbre, tosse, dispnea, anosmia e di non avere avuto contatti con persone Covid-19 positive.

Infine verificherà l’orario in cui è previsto l’accesso del paziente, consentirà l’ingresso nell’area accettazione tenendo conto degli orari e allo stesso tempo dei posti disponibili all’interno. Chi si è presentato in anticipo o chi non potrà accedere perché il numero massimo di pazienti all’interno è già stato raggiunto, verrà invitato ad attendere nelle sedute sotto il porticato/gazebo.

Sono state predisposte sotto il porticato tavoli, sgabelli e sedute che agevoleranno il distanziamento sociale durante i tempi di attesa, a breve anche nelle aree verdi antistanti.

Anche all’interno della struttura, saranno rispettate le distanze di sicurezza come previsto dalle norme e saranno predisposti delle segnalazioni a terra per spingere i pazienti al rispetto.

I pazienti, dopo il check in all’accettazione verranno indirizzati alle attese ambulatoriali, in uno dei due corridoi, mentre i pazienti che accedono alla Diagnostica per immagini verranno indirizzati all’ingresso posteriore della Radiologia, raggiungibile tramite la rampa. Lì troveranno sedute per l’attesa, gel idro-alcolico per la disinfezione delle mani e, al momento dell’esame, verranno chiamati e fatti entrare dal personale. Dopo l’esame il paziente uscirà dalla stessa porta e potrà andarsene senza transitare nuovamente dall’accettazione. Nei casi in cui il paziente richiedesse un giustificativo per il lavoro, gli verrà consegnato dall’accettazione con data e orario mentre la radiologia apporrà orario di fine prestazione, timbro e firma, sempre in modo da evitare al paziente di ripassare dall’accettazione.

Al momento della prenotazione sarà notificato al paziente che, in caso di insorgenza il giorno prima della prenotazione o il giorno stesso di sintomi tipo Covid (febbre>37,5, tosse, dispnea, anosmia) dovrà comunicarlo e la prestazione sarà rinviata.

I visitatori durante la pandemia di coronavirus non potranno accedere ai reparti ma i reparti possono mettere in comunicazione i visitatori con i pazienti tramite strumenti personali o tramite tablet fornito dal reparto.

“Salus è consapevole che combattere questo virus – commenta la clinica – significa assumersi un grosso impegno in termini di garanzia della sicurezza per i pazienti e le famiglie; ritiene inoltre che tutti gli operatori della sanità, a tutti i livelli, debbano responsabilmente e concretamente offrire il loro contributo per rispondere, con un’azione sinergica, alle esigenze della cittadinanza in un momento di emergenza. Tutti gli operatori infatti sono pronti a dare il loro contributo, sono attrezzati e preparati per affrontare l’emergenza, anche se fino ad oggi non c’è ancora stato bisogno”.

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