Sono 1.274 gli interventi effettuati dai vigili del fuoco nel territorio ferrarese dal 15 luglio, in seguito alle tre violente ondate di maltempo che hanno colpito la città e la provincia
Presso l’Azienda Ospedaliero-Universitaria di Ferrara si è consolidato un percorso multidisciplinare dedicato al trattamento conservativo dei fibromi uterini e di altre patologie ginecologiche complesse
Il 6 settembre, in via Wagner 60, le porte della base logistica del Comando Operazioni Aerospaziali (Coa) si apriranno ai cittadini per l’inizio della 16ͣ Spring Run e dell'Open Day del Coa
Un laboratorio teatrale e una cucina attrezzata per restituire fiducia, autonomia e occasioni di socialità a persone con disabilità acquisita. Sono questi i pilastri del progetto “ConosciAMOci”
È stata consegnata la targa di "Bottega Storica" alla Pizzeria Giuseppe di via Carlo Mayr, storica attività del centro cittadino punto di riferimento per cittadini e turisti, riconosciuta il 23 giugno scorso e inserita nell'Albo comunale delle botteghe storiche
Per ricordare chi si è sacrificato per noi. Da “Lettere di condannati a morte della Resistenza Italiana”
Questa è l’ultima lettera alla fidanzata di Bruno Frattaion (Attilio), studente di 19 anni nato a San Daniele del Friuli (Udine) il 13 ottobre 1925, partigiano del Bagaglio ne Pisacane “Silvio Pellico”, fucilato pochi giorni prima della Liberazione in Friuli.
In seguito ad una delazione, viene catturato dalle SS italiane. Tradotto nelle carceri di Udine, più volte torturato, condannato a morte il 22 gennaio 1945. Fucilato l’1 febbraio 1945 nei pressi del cimitero di Tarcento (Udine), con altri sette: Adriano Carlon, Angelo Lipponi, Cesare Longo, Elio Marcuz, Giannino Putto, Calogero Zaffuto e Piero Zanier.
31 gennaio 1945
Edda,
voglio scriverti queste mie ultime, e poche righe. Edda, purtroppo sono le ultime si, il destino vuole così, spero ti giungano di conforto in tanta triste sventura.
Edda, mi hanno condannato alla morte, mi uccidono; però uccidono il mio corpo non l’idea che c’è in me. Muoio, muoio senza alcun rimpianto, anzi sono orgoglioso di sacrificare la mia vita per una causa, per una giusta causa e spero che il mio sacrificio non sia vano, anzi sia di aiuto nella grande lotta. Di quella causa che fino a oggi ho servito senza nulla chiedere e sempre sperando che un giorno ogni sacrificio abbia il suo ricompenso. Per me la migliore ricompensa era quella di vedere fiorire l’idea che purtroppo per poco ho servito, ma sempre fedelmente.
Edda il destino ci separa, il destino uccide il nostro amore quell’amore che io nutrivo per te e che aspettava quel giorno che ci faceva felici per sempre. Edda, abbi sempre un ricordo di chi ti ha sempre sinceramente amato. Addio a tutti.
Addio Edda
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