Adottare "con urgenza" misure utili a migliorare le condizioni di vita dei detenuti. È la richiesta che avanzano il direttivo e l'osservatorio carcere della camera Penale "Avv. Franco Romani" di Ferrara per il carcere di via Arginone, dove la situazione risulta essere "sempre più critica e allarmante"
Non sono bastati i temporali degli ultimi giorni a cambiare il quadro della crisi idrica nel Ferrarese. L'Osservatorio permanente sugli utilizzi idrici dell'Autorità di Bacino distrettuale del fiume Po conferma che la provincia di Ferrara resta tra le zone più esposte agli effetti della siccità
L'incidente stradale avvenuto all'alba a Pilastri di Bondeno, nel quale sono rimasti feriti sette operai agricoli trasportati su un furgone di un'azienda del Mantovano, riporta al centro il tema della sicurezza dei lavoratori agricoli
La Uil Emilia-Romagna lancia un duro attacco contro gli aumenti della Tari previsti dai Piani economici finanziari (Pef) approvati dal consiglio d'ambito locale, denunciando il rischio di un ulteriore aggravio economico per famiglie e pensionati della provincia di Ferrara
Il Rione Santo Spirito torna dai XXVII Giochi Giovanili della Bandiera, svoltisi ad Asti lo scorso week end, con un titolo italiano, un titolo di vicecampioni d’Italia e una serie di piazzamenti che confermano la crescita straordinaria dei giovani atleti gialloverdi
Per ricordare chi si è sacrificato per noi. Da “Lettere di condannati a morte della Resistenza Italiana”
Questa è l’ultima lettera alla fidanzata di Bruno Frattaion (Attilio), studente di 19 anni nato a San Daniele del Friuli (Udine) il 13 ottobre 1925, partigiano del Bagaglio ne Pisacane “Silvio Pellico”, fucilato pochi giorni prima della Liberazione in Friuli.
In seguito ad una delazione, viene catturato dalle SS italiane. Tradotto nelle carceri di Udine, più volte torturato, condannato a morte il 22 gennaio 1945. Fucilato l’1 febbraio 1945 nei pressi del cimitero di Tarcento (Udine), con altri sette: Adriano Carlon, Angelo Lipponi, Cesare Longo, Elio Marcuz, Giannino Putto, Calogero Zaffuto e Piero Zanier.
31 gennaio 1945
Edda,
voglio scriverti queste mie ultime, e poche righe. Edda, purtroppo sono le ultime si, il destino vuole così, spero ti giungano di conforto in tanta triste sventura.
Edda, mi hanno condannato alla morte, mi uccidono; però uccidono il mio corpo non l’idea che c’è in me. Muoio, muoio senza alcun rimpianto, anzi sono orgoglioso di sacrificare la mia vita per una causa, per una giusta causa e spero che il mio sacrificio non sia vano, anzi sia di aiuto nella grande lotta. Di quella causa che fino a oggi ho servito senza nulla chiedere e sempre sperando che un giorno ogni sacrificio abbia il suo ricompenso. Per me la migliore ricompensa era quella di vedere fiorire l’idea che purtroppo per poco ho servito, ma sempre fedelmente.
Edda il destino ci separa, il destino uccide il nostro amore quell’amore che io nutrivo per te e che aspettava quel giorno che ci faceva felici per sempre. Edda, abbi sempre un ricordo di chi ti ha sempre sinceramente amato. Addio a tutti.
Addio Edda
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