L’Ordine dei Medici di Ferrara aderisce all’appello per la liberazione dei palestinesi detenuti
I sanitari sostengono il ricorso promosso da Physicians for Human Rights Israel per quattordici professionisti e ribadiscono la neutralità della missione
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Non ha resistito alla furia del violento temporale che mercoledì 15 luglio si è abbattuto su Ferrara. Il grande tasso di Parco Massari, uno degli alberi più particolari dell'area verde, è stato completamente sradicato e abbattuto
Nasce l’Orchestra dell’Università di Ferrara, il nuovo progetto culturale promosso da Unife in collaborazione con Antiqua Estensis, associazione musicale attiva da oltre quindici anni nella promozione della cultura musicale sul territorio
Per consentire la prosecuzione dei lavori, a cura di Hera, per la realizzazione di una nuova condotta della rete gas in via Marconi, a Ferrara, nei prossimi giorni sono previste nuove modifiche alla viabilità nelle aree interessate dal cantiere. Da lunedì 20 luglio...
Per consentire lo svolgimento della manifestazione “Urban Street Summer” in programma in via San Romano, a Ferrara, dal 21 al 25 luglio 2026, sono previste modifiche alla viabilità
Per ricordare chi si è sacrificato per noi. Da “Lettere di condannati a morte della Resistenza Italiana”
Questa è l’ultima lettera alla fidanzata di Bruno Frattaion (Attilio), studente di 19 anni nato a San Daniele del Friuli (Udine) il 13 ottobre 1925, partigiano del Bagaglio ne Pisacane “Silvio Pellico”, fucilato pochi giorni prima della Liberazione in Friuli.
In seguito ad una delazione, viene catturato dalle SS italiane. Tradotto nelle carceri di Udine, più volte torturato, condannato a morte il 22 gennaio 1945. Fucilato l’1 febbraio 1945 nei pressi del cimitero di Tarcento (Udine), con altri sette: Adriano Carlon, Angelo Lipponi, Cesare Longo, Elio Marcuz, Giannino Putto, Calogero Zaffuto e Piero Zanier.
31 gennaio 1945
Edda,
voglio scriverti queste mie ultime, e poche righe. Edda, purtroppo sono le ultime si, il destino vuole così, spero ti giungano di conforto in tanta triste sventura.
Edda, mi hanno condannato alla morte, mi uccidono; però uccidono il mio corpo non l’idea che c’è in me. Muoio, muoio senza alcun rimpianto, anzi sono orgoglioso di sacrificare la mia vita per una causa, per una giusta causa e spero che il mio sacrificio non sia vano, anzi sia di aiuto nella grande lotta. Di quella causa che fino a oggi ho servito senza nulla chiedere e sempre sperando che un giorno ogni sacrificio abbia il suo ricompenso. Per me la migliore ricompensa era quella di vedere fiorire l’idea che purtroppo per poco ho servito, ma sempre fedelmente.
Edda il destino ci separa, il destino uccide il nostro amore quell’amore che io nutrivo per te e che aspettava quel giorno che ci faceva felici per sempre. Edda, abbi sempre un ricordo di chi ti ha sempre sinceramente amato. Addio a tutti.
Addio Edda
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