In vista dei concerti di Vasco Rossi a Ferrara, in programma il 5 e 6 giugno al parco Urbano che porterà in città 120 mila persone in due giorni, è stato attivato uno speciale piano di sicurezza in vista del maxi doppio evento
Migliora il rispetto dei tempi delle prime visite e degli esami diagnostici. E ancora l’Emilia-Romagna terza regione in Italia per percentuale di prescrizioni di prime visite che si traducono in prenotazioni reali nel Servizio sanitario
Il conto alla rovescia è quasi terminato: questa sera, sabato 30 maggio, piazza Ariostea tornerà a infiammarsi con le corse del Palio di Ferrara, appuntamento centrale della tradizione estense. Tra conferme, assenze pesanti e nuovi equilibri, le otto contrade si presentano ai nastri di partenza con ambizioni più o meno dichiarate
L’obesità continua a rappresentare una delle grandi sfide per la salute pubblica globale, ma la sua diffusione non segue ovunque la stessa traiettoria. È quanto emerge dalla nuova analisi pubblicata il 14 maggio su Nature a cui ha participato Unife
Apriranno alle 12 di venerdì 5 e sabato 6 giugno i cancelli per accedere all'area del maxi-concerto di Vasco Rossi del parco urbano "Giorgio Bassani" ma, in accordo con le autorità, l'organizzazione dell'evento sta valutando un'eventuale apertura anticipata per decongestionare via Canapa e l'area di ingresso alla zona dello spettacolo
Per ricordare chi si è sacrificato per noi. Da “Lettere di condannati a morte della Resistenza Italiana”
Questa è l’ultima lettera alla fidanzata di Bruno Frattaion (Attilio), studente di 19 anni nato a San Daniele del Friuli (Udine) il 13 ottobre 1925, partigiano del Bagaglio ne Pisacane “Silvio Pellico”, fucilato pochi giorni prima della Liberazione in Friuli.
In seguito ad una delazione, viene catturato dalle SS italiane. Tradotto nelle carceri di Udine, più volte torturato, condannato a morte il 22 gennaio 1945. Fucilato l’1 febbraio 1945 nei pressi del cimitero di Tarcento (Udine), con altri sette: Adriano Carlon, Angelo Lipponi, Cesare Longo, Elio Marcuz, Giannino Putto, Calogero Zaffuto e Piero Zanier.
31 gennaio 1945
Edda,
voglio scriverti queste mie ultime, e poche righe. Edda, purtroppo sono le ultime si, il destino vuole così, spero ti giungano di conforto in tanta triste sventura.
Edda, mi hanno condannato alla morte, mi uccidono; però uccidono il mio corpo non l’idea che c’è in me. Muoio, muoio senza alcun rimpianto, anzi sono orgoglioso di sacrificare la mia vita per una causa, per una giusta causa e spero che il mio sacrificio non sia vano, anzi sia di aiuto nella grande lotta. Di quella causa che fino a oggi ho servito senza nulla chiedere e sempre sperando che un giorno ogni sacrificio abbia il suo ricompenso. Per me la migliore ricompensa era quella di vedere fiorire l’idea che purtroppo per poco ho servito, ma sempre fedelmente.
Edda il destino ci separa, il destino uccide il nostro amore quell’amore che io nutrivo per te e che aspettava quel giorno che ci faceva felici per sempre. Edda, abbi sempre un ricordo di chi ti ha sempre sinceramente amato. Addio a tutti.
Addio Edda
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