Prosegue l'intervento di restauro conservativo che restituirà decoro e funzionalità al portone ligneo dell'ingresso monumentale della Casa della Comunità "Cittadella San Rocco" di Ferrara
Proteggere bambini e ragazzi significa anche fornire agli adulti e ai giovani gli strumenti per riconoscere i rischi e affrontarli con consapevolezza. Per questa idea progettuale, intitolata "Insieme si vince", l'Assessorato alle Politiche per la Famiglia del Comune di Ferrara ha ottenuto un finanziamento di 40mila euro dal Dipartimento per le Politiche della Famiglia della Presidenza del Consiglio dei Ministri
Dopo l'ondata di caldo, arrivano i temporali su tutta la provincia di Ferrara. La Regione Emilia-Romagna ha emanato un'allerta gialla con validità dalla mezzanotte di sabato 11 a quella di domenica 12 giugno
Anas ha chiuso la prima fase dei lavori di demolizione e ricostruzione della porzione di impalcato, in direzione Ravenna, della campata centrale del Viadotto RA8 posto lungo la strada statale 16 Adriatica nei pressi del km 83,115 in provincia di Ferrara
Sabato 11 luglio alle 21.30 lo spettacolo gratuito di Easy Dance Team trasformerà il centro storico di Ferrara in un palcoscenico internazionale con allievi, campioni della danza sportiva e coreografie ispirate ai grandi musical e alle tradizioni dei cinque continenti
Per ricordare chi si è sacrificato per noi. Da “Lettere di condannati a morte della Resistenza Italiana”
Questa è l’ultima lettera alla fidanzata di Bruno Frattaion (Attilio), studente di 19 anni nato a San Daniele del Friuli (Udine) il 13 ottobre 1925, partigiano del Bagaglio ne Pisacane “Silvio Pellico”, fucilato pochi giorni prima della Liberazione in Friuli.
In seguito ad una delazione, viene catturato dalle SS italiane. Tradotto nelle carceri di Udine, più volte torturato, condannato a morte il 22 gennaio 1945. Fucilato l’1 febbraio 1945 nei pressi del cimitero di Tarcento (Udine), con altri sette: Adriano Carlon, Angelo Lipponi, Cesare Longo, Elio Marcuz, Giannino Putto, Calogero Zaffuto e Piero Zanier.
31 gennaio 1945
Edda,
voglio scriverti queste mie ultime, e poche righe. Edda, purtroppo sono le ultime si, il destino vuole così, spero ti giungano di conforto in tanta triste sventura.
Edda, mi hanno condannato alla morte, mi uccidono; però uccidono il mio corpo non l’idea che c’è in me. Muoio, muoio senza alcun rimpianto, anzi sono orgoglioso di sacrificare la mia vita per una causa, per una giusta causa e spero che il mio sacrificio non sia vano, anzi sia di aiuto nella grande lotta. Di quella causa che fino a oggi ho servito senza nulla chiedere e sempre sperando che un giorno ogni sacrificio abbia il suo ricompenso. Per me la migliore ricompensa era quella di vedere fiorire l’idea che purtroppo per poco ho servito, ma sempre fedelmente.
Edda il destino ci separa, il destino uccide il nostro amore quell’amore che io nutrivo per te e che aspettava quel giorno che ci faceva felici per sempre. Edda, abbi sempre un ricordo di chi ti ha sempre sinceramente amato. Addio a tutti.
Addio Edda
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