Mar 21 Apr 2020 - 540 visite
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I mestieri del futuro di cui presto sentiremo parlare

Una domanda che potrebbero farsi tanti genitori oggi è: che lavoro farà mio figlio da grande? Ma anche molti trentenni dovrebbero chiedersi che professione mi aspetta tra 10 anni? Certezze ce ne sono poche se non che molti impieghi di oggi scompariranno del tutto, almeno nei paesi più sviluppati. Negli Stati Uniti, il Dipartimento del Lavoro svolge regolarmente delle indagini in merito e, senza dubbio, il settore tecnologico sarà ancora quello trainante da questo punto di vista, insieme alla green economy, ma una crescente importanza l’avrà anche l’assistenza alla persona in accordo al progressivo invecchiamento della popolazione.

Cura degli anziani – Con un’aspettativa di vita che si appresta a raggiungere gli 85 anni entro il 2040, la ricerca scientifica e farmaceutica sarà sempre più a sostegno degli anziani. Gli home carer saranno quelle figure che si prenderanno cure dei malati a domicilio e il memory augmentation surgeon colui a cui rivolgersi per preservare la memoria. Il geomicrobiologist produrrà dei farmaci innovativi servendosi dell’aiuto di microrganismi e batteri, e l’AI-assisted health care technician, una sorta d’infermiere, grazie all’intelligenza artificiale e nanotecnologie potrà assistere i malati da remoto, monitorando tutti i valori, con l’intento di avvicinare ancor di più la sanità ai pazienti.

(foto tratta da Pxhere)

Per quelli che necessitassero di compagnia ci sarà il walker/talker, una persona incaricata ad affiancare l’anziano nelle passeggiate e chiacchierate quotidiane, prenotabile attraverso piattaforme tipo Uber per offrire un servizio on-demand. Il fitness commitment counselor, invece, si occuperà della forma fisica a distanza, grazie all’utilizzo di wearable, e sarà in grado di monitorare parametri come il battito cardiaco e se il programma di allenamento personalizzato è svolto correttamente, ma qualcosa di simile è già offerto da Virgin active.

Smart City – Anche le città diventeranno sempre più tecnologiche con molti servizi gestiti completamente in maniera informatica: dall’illuminazione stradale alle risorse idriche fino alla gestione dei rifiuti, con la necessità d’integrare figure professionali specializzate. Per questo gli enti pubblici si troveranno a voler assumere un energy manager che si occuperà di far scendere il consumo energetico degli edifici. Il cyber city analyst si occuperà di garantire il funzionamento degli aspetti informatici come le informazioni sulle risorse utilizzate, raccogliere i dati dei vari sensori dell’aria e traffico, ma anche proteggere i dati sensibili dei cittadini che devono poter circolare, tra i vari enti governativi, senza finire nelle mani sbagliate. Questa figura professionale dovrà essere un esperto in crittografia per verificare l’integrità dei sistemi di sicurezza basati sul Generatore di numeri casuali, una tecnologia già usata con successo nel mondo dell’i-gaming per assicurare la massima imparzialità, e conoscere la legislazione per far rispettare le politiche sulla privacy.

I lavori più strani – Ci sono poi quelle professioni che sembrano ancora troppo lontane dalla nostra concezione ma che saranno presto l’avanguardia nel settore dei servizi. Il virtual store sherpa sarà colui che guiderà gli acquisti all’interno dei negozi virtuali, presto accessibili con visori VR. I viaggi del futuro vedranno sempre di più coinvolta l’IA e la realtà aumentata e sarà necessario pianificarli con un journey builder. L’avvento della green economy spingerà sempre di più verso la costruzione di edifici efficienti e con l’ausilio dei digital architect saranno sfruttate le potenzialità della stampa 3d, per rilanciare il settore dell’edilizia che maggiormente ha sofferte negli ultimi anni. Gli hobbisti dell’agricoltura chiederanno aiuto al garden personal trainer che li guiderà nella cura del proprio orto. Invece, nei condomini vedremo presto i vertical farmer specializzati nelle coltivazioni su più piani per ridurre lo sfruttamento del suolo.

Fonte: Needpix

In Italia – Il nostro è per tradizione un paese legato alla cultura e all’arte, e punterà sempre più su settori come il turismo e l’agroalimentare. Per ciò questa rivoluzione 4.0 dovrà avvenire in modo particolare come solo i nostri geni potranno fare. La Fondazione ItaliaOrienta sta facendo ricerca in questa direzione ma bisogna recuperare lo storico ritardo nell’istruzione, basta questo dato: la generazione dei 25-34enni negli USA vede il 42% di laureati mentre in Italia solo il 28%.

Ma le cose stanno cambiando anche qua e noi dovremo adattare la nostra arte di arrangiarsi con l’attitudine al cambiamento. Ben presto non conterà più ciò che si sa fare ma la capacità d’imparare un nuovo mestiere perché il lavoratore del 2030 dovrà affrontare nuovi problemi sempre più complessi e essere in grado di risolverli in fretta.

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