Ven 10 Apr 2020 - 8525 visite
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Attività produttive, la Regione punta alle riaperture scaglionate

Salgono a 18.677 i casi positivi, 443 in più. Venturi: "Ferrari, Lamborghini e Ducati possono fare da apripista". Screening su un quarto del personale sanitario

Torna ad aumentare il numero di casi di positività al Covid-19 in regione, 443 casi positivi in più rispetto ai 409 di ieri e ai 269 del giorno precedente legati a un “recupero dei tamponi arretrati”, ma il commissario regionale per l’emergenza coronavirus Sergio Venturi pensa ai dati confortanti (come le guarigioni superiori ai decessi e la riduzione generalizzata dei ricoveri) per avvicinarsi alla Fase 2.

“Passate Pasqua e Pasquetta nelle vostre case per non trovarci di nuovo in una situazione inaffrontabile, ancora per un po’ ci sarà da soffrire, ma se i numeri ci daranno ragione progressivamente ci possiamo avvicinare allo spegnimento dell’emergenza e cominciare a scaglionare le possibili riaperture a cominciare dal tessuto produttivo che è evidentemente necessario riattivare al più presto per la ripresa dell’economia”.

Se “tutti si stanno preparando ai blocchi di partenza per dare nuova forza a questo paese”, Venturi individua “tre aziende su tutte che possono fare da apripista”: Ferrari, Lamborghini e Ducati. La prima si sta preparando al ritorno alle attività produttive con una riapertura per fasi, screening dei dipendenti e app di monitoraggio, ma anche le altre si stanno attrezzando per essere pronti: “idee che il governo può tenere a mente per una progressiva riapertura anche delle piccole-medie attività commerciali”.

Intanto “un quarto dei dipendenti del servizio sanitario regionale e delle case residenza per anziani è stato già testato: su oltre 13mila test sierologici sono state scovate 389 positività, “un po’ meno del 3%, tutte persone che non hanno sintomi e che verranno sottoposte a esami più definiti per capire se la malattia è ancora in corso (in questo caso scatta l’isolamento domiciliare, ndr) o se è stata superata con gli anticorpi”.

Con la consapevolezza che “niente sarà più come prima”, il commissario regionale si è confrontato con Marco Pedroni (Coop Italia) e Adriano Turrini (Coop Alleanza 3.0) sulla possibilità di “attivare la spesa innovativa in una sorta di drive through” e con i tecnici di Lepida su un sistema che metta a contatto medici di base e cittadini, oltre a migliorare l’accesso al Fascicolo Sanitario Elettronico.

Infine le congratulazioni a una coppia di novelli sposi, due medici in prima linea nei reparti Covid di Parma e Reggio Emilia, che hanno ottenuto una deroga nuziale per garantire una tutela maggiore ai figli.

Sono 18.677 i casi di positività al Coronavirus in Emilia-Romagna443 in più rispetto a ieri. E hanno raggiunto quota 81.715 i test effettuati3.348 in più. Questi i dati – accertati alle ore 12 di oggi, giovedì 9 aprile, sulla base delle richieste istituzionali – relativi all’andamento dell’epidemia in regione.

Complessivamente, 8.038 persone sono in isolamento a casa, poiché presentano sintomi lievi, che non richiedono cure ospedaliere, o risultano prive di sintomi (174 in più rispetto a ieri). 355 le persone ricoverate in terapia intensiva: 6 in meno di ieri. E diminuiscono anche i pazienti ricoverati in terapia non intensiva, negli altri reparti Covid (-47). Purtroppo, si registrano 82 nuovi decessi: 45 uomini e 37 donne.

Continuano, nel frattempo, a salire le guarigioni, che raggiungono quota 3.103 (+213), delle quali 1.764 riguardano persone “clinicamente guarite”, divenute cioè asintomatiche dopo aver presentato manifestazioni cliniche associate all’infezione; 1.339 quelle dichiarate guarite a tutti gli effetti perché risultate negative in due test consecutivi.

Per quanto riguarda i decessi, per la maggior parte sono in corso approfondimenti per verificare se fossero presenti patologie pregresse. I nuovi decessi riguardano 13 residenti nella provincia di Piacenza, 19 in quella di Parma, 13 in quella di Reggio Emilia, 7 in quella di Modena, 13 in quella di Bologna (di cui 1 in territorio imolese), 4 a Ferrara, 3 a Ravenna, 4 nella provincia di Forlì-Cesena (di cui 2 nel forlivese), 6 in quella di Rimini.

Questi i casi di positività sul territorio, che invece si riferiscono non alla provincia di residenza ma a quella in cui è stata fatta la diagnosi: 3.020 a Piacenza (40 in più rispetto a ieri),  2.421 a Parma (26 in più),  3.505 a Reggio Emilia (153 in più), 2.867 a  Modena (56 in più), 2.530 a  Bologna (97 in più), 326 a Imola (1 in più),  563 a Ferrara (25 in più). In Romagna sono complessivamente 3.445 (45 in più), di cui 751 a Ravenna (5 in più), 600 a Forlì (15 in più), 481 a Cesena (8 in più), 1.613 a Rimini (17 in più).

Posti letto aggiuntivi  Sono complessivamente 5.130 quelli rilevati oggi, tra ordinari (4.557) e di terapia intensiva (573). Nel dettaglio 264 Ferrara (38 terapia intensiva).

Dispositivi di protezione individuale e materiale medico. Dal Dipartimento nazionale sono arrivati all’Agenzia regionale 4 ventilatori polmonari per terapia intensiva, 4 ventilatori polmonari per terapia sub-intensiva, 391.200 mascherine chirurgiche, 62.000 mascherine ffp2, 123.000 mascherine monovelo Montrasio, 400 occhiali protettivi, 768 termometri laser per la misurazione rapida della temperatura, 209.000 guanti in lattice, 200 tute di protezione.

Sono in distribuzione alle sedi territoriali dell’Agenzia altre 800.000 mascherine monovelo Montrasio per usi non sanitari (si ricorda che le Montrasio non sono Dispositivi di protezione individuale). Sul fronte delle donazioni si segnala l’arrivo nel magazzino dell’Agenzia di 10.000 mascherine chirurgiche messe a disposizione dall’azienda Alfasigma SpA di Bologna.

Altri 18 medici. In arrivo nel pomeriggio di oggi all’aeroporto di Linate un contingente di ulteriori 18 medici volontari (si aggiungono ai precedenti 16 medici e 20 infermieri) destinati alle strutture ospedaliere e sanitarie dell’Emilia-Romagna. Medici e infermieri fanno parte della task force permanente attivata dalla Protezione civile nazionale in supporto al personale sanitario delle regioni Lombardia, Emilia-Romagna, Trentino Alto Adige, Piemonte e Valle D’Aosta, dove l’epidemia è particolarmente estesa. Nel dettaglio, i medici in arrivo sono destinati alle strutture sanitarie di Piacenza (2)Parma (2), Reggio Emilia (3)Modena (2), Bologna (3), Ferrara (2) e Romagna (4).

Volontariato all’opera. Hanno toccato le 1000 unità ieri, mercoledì 8 aprile, i volontari di protezione civile dell’Emilia-Romagna impegnati in varie attività. Dall’inizio dell’emergenza, si contano 16.319 giornate di impegno. Questo il dettaglio: supporto ai Comuni per le attività di assistenza alla popolazione, con un rilevante apporto degli scout Agesci (160): oltre 769; supporto alle Ausl nel trasporto degenti con ambulanze, trasporto campioni sanitari e consegna farmaci (Cri e Anpas): 253; disinfezione e sanificazione dei mezzi di soccorso: 12 (a Parma).

Proseguono intanto i turni degli Alpini (ANA-RER) all’ospedale da campo di Bergamo. E continuerà fino a fine emergenza al porto di Ravenna il supporto quotidiano di sei volontari Cri e Anpas nel controllo delle temperature ai camionisti che caricano nella zona portuale.

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