Ven 27 Mar 2020 - 2908 visite
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Covid-19. Nuring Up contro il Sant’Anna: “Non ascolta le nostre richieste”

Il sindacato degli infermieri: “Non siamo nemmeno in grado di quantificare il numero degli operatori contagiati”

Pochi test per il personale sanitario, impossibilità di andare in quarantena o di autoisolarsi dalla propria famiglia, necessità di un servizio mensa. Sono i temi posti dal sindacato degli infermieri Nursing Up all’azienda ospedaliero-universitaria di Ferrara relativi alla gestione dell’emergenza Covid-19 senza che, afferma la stessa organizzazione, abbia ricevuto attenzione.

“Il sindacato degli infermieri Nursing Up, pur cercando in maniera assidua e costruttiva il dialogo con la dirigenza dell’Azienda ospedaliera-universitaria di Ferrara, fatica non poco, a vedere ascoltate e prese nella debita considerazione le proprie istanze. Anche in un momento drammatico come quello attuale, nel quale parrebbe scontato che la nostra voce venisse presa nella giusta considerazione, ma così non è”, si legge in una nota inviata da Francesca Batani, responsabile regionale del sindacato.

“Abbiamo chiesto l’attivazione di convenzioni o altre modalità, al fine di poter rendere possibile, per quegli operatori sanitari che vogliono evitare di rientrare presso i propri domicili, nei periodi che intercorrono tra un turno di lavoro e l’altro, di vedere messi a disposizione alloggi idonei”, spiega Batani.

“Per quanto riguarda la realtà della nostra provincia non siamo nemmeno in grado di quantificare il numero degli operatori contagiati, essendone stato sottoposto a diagnosi fino a ora solo un numero straordinariamente esiguo – afferma ancora la sindacalista -. Comprenderete l’importanza della nostra richiesta in quanto gli operatori già sottoposti a grande stress non possono dover convivere anche con l’incubo di contagiare i loro cari al rientro. Alla luce delle normative, che ci vedono particolarmente contrari, e che prevedono la impossibilità di quarantena per il personale sanitario, non si può negare a quest’ultimo anche la possibilità dell’autoisolamento. Nel contesto di scarsa attenzione che si è evidenziato a livello nazionale nei confronti della possibilità che gli operatori stessi, non tutelati adeguatamente, possano diffondere essi stessi il virus al di fuori delle strutture dove operano, crediamo che la nostra sia, se mai ce ne fosse bisogno, una ulteriore prova del senso di responsabilità che da sempre contraddistingue il nostro agire”.

“Inoltre chiediamo che venga ripristinata la mensa di reparto per tutti gli operatori, soprattutto per quelli che lavorano nei reparti Covid+ in modo che si possa almeno avere un sollievo e un ristoro”,  conclude la sindacalista che non lesina critiche a Cgil, Cisl e Uil per via del fatto che il Sant’Anna “proprio in questi giorni sta mettendo in atto il famoso art. 86 del Ccn (che riguarda le indennità di turno) che grazie alla complicità dei sindacati confederali decurterà lo stipendio agli infermieri”.

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