Spaccio in stazione: 19enne denunciato dalla Polizia Locale
Un giovane di 19 anni è stato fermato durante un pattugliamento della Polizia Locale e denunciato per detenzione di stupefacenti ai fini di spaccio
Un giovane di 19 anni è stato fermato durante un pattugliamento della Polizia Locale e denunciato per detenzione di stupefacenti ai fini di spaccio
È di tre soggetti tratti in arresto e oltre 13 kg di droga sequestrata il bilancio del blitz effettuato domenica sera dalla Squadra Mobile di Ferrara e dalla Squadra Mobile di Reggio Emilia
Un evento musicale a pagamento, organizzato e pubblicizzato sui social come una vera e propria festa aperta al pubblico, è stato interrotto dalla Guardia di Finanza e dai Vigili del Fuoco di Ferrara al termine di un controllo congiunto che ha fatto emergere gravi irregolarità sotto il profilo autorizzativo, fiscale e della sicurezza
Quasi un anno di agonia dopo una violenta aggressione domestica, poi il buio. Se n'è andato così un 83enne ferrarese, gravemente ferito dopo le botte rifilategli dal nipote che, inizialmente accusato di lesioni personali aggravate, ora rischia l'imputazione per omicidio, verosimilmente preterintenzionale
La Procura di Ferrara ha formulato richiesta di rinvio a giudizio per 124 pazienti no vax delle dottoresse Chiara Compagno e Marcella Gennari, anche loro - così come quest'ultime due - coinvolti nell'inchiesta relative ai finti vaccini contro il Covid-19 per ottenere il Green Pass
Era uscito dal carcere il 5 gennaio del 2018, dopo aver scontato dieci ani per omicidio, e aveva l’obbligo di allontanarsi dal territorio nazionale a seguito di un provvedimento prefettizio e di un ordine del questore, mai ottemperati.
Proprio durante i controlli per verificare il rispetto delle norne anti-contagio Covid-19, la Polizia di Stato lo ha fermato e, dopo averne verificato l’identità, il questore Cesare Capocasa ne ha disposto l’espulsione immediata.
Lui, Talat Mohamod, 50 anni di nazionalità pakistana, entrato illegalmente in Italia nei primi anni Duemila, la sera del 28 maggio 2004, nell’androne di casa sua, in pieno centro a Portomaggiore, insieme a suo fratello Nazer Ahmad (anche lui condannato), colpì a morte con due coltellate, una vicina al fegato e l’altra sotto lo sterno, un connazionale, Ansar Mohamood, dopo un litigio per problemi condominiali.
Arrestato per omicidio volontario in concorso, aggravato dalla premeditazione e dai futili motivi, Talat Mohamod era stato assolto in primo grado, con formula piena, per non aver commesso il fatto. La sentenza venne ribaltata dalla corte d’assise d’appello e la condanna venne confermata in Cassazione.
Scontata la pena, da gennaio era a piede libero, fino a ieri (martedì 24), quando è stato fermato per un controllo dalla Polizia in zona Gad. Dopo esser stato accompagnato in questura prt gli accertamenti, il suo passato è emerso dal database delle forze dell’ordine.
A quel punto per lui è scattatao il decreto di espulsione, con notifica immediata e accompagnamento presso il Centro di permanenza per il rimpatrio di Torino, da dove verrà successivamente imbarcato su un volo charter per Islamabad.
“Il controllo della regolarità della presenza degli stranieri che si trovano sul territorio è compito primario delle forze di polizia e in primo luogo della Polizia di Stato – commenta il questore Capocasa -, attraverso l’operato degli uffici Immigrazione. Tale azione consegue la piena efficacia anche mediante una successiva ed effettiva attività di accompagnamento ai C.P.R. e di rimpatri o di coloro che non hanno titolo d’ingresso o a permanere nel nostro Paese. Spesso si tratta di soggetti “destabilizzanti” per l’ordine e la sicurezza pubblica che commettono reati predatori o spacciano sostanze stupefacenti”.
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