Gio 26 Mar 2020 - 449 visite
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L’ex 4 Torri in quarantena a Sassari: “Stiamo gestendo bene l’emergenza”

Intervista a Federico Pasquini: "Rinvio Torneo Città di Ferrara? Sacrificio da fare, questa situazione è più grande di tutti noi. Conto nel recupero in momenti migliori"

Voci dalla quarantena isolana: Federico Pasquini, general manager della Dinamo Banco di Sardegna Sassari, ex Ferrara ed ex 4 Torri, racconta l’avventura del team della massima serie, in quarantena fino a mercoledì 25 marzo in seguito alla trasferta di Basketball Champions League contro San Pablo Burgos.

“L’11 marzo scorso eravamo a Burgos per la Champions ed esattamente il giorno prima tutti i voli Spagna-Italia sono stati sospesi. Il rientro è stato parecchio problematico, fortunatamente siamo riusciti a tornare con un volo charter di una compagnia privata polacca, che ha coperto per noi la tratta Burgos-Alghero, consentendoci di tornare. Una volta atterrati l’intera squadra e tutti noi della dirigenza e dello staff ci siamo messi in quarantena”.

“Viviamo tutti nello stesso palazzo, in centro a Sassari – prosegue il racconto il Gm -, in questi giorni non siamo mai entrati in contatto fra di noi, né con nessun altro, sin dal ritorno a casa siamo rimasti nelle rispettive dimore, ci viene consegnata la spesa a casa. La fortuna è che tutti i giocatori sono qui con le proprie famiglie e compagne, questo consente loro una maggiore tranquillità nella gestione dell’emergenza, hanno i propri affetti più cari vicini e non sentono dunque la ‘mancanza di casa’ e questo sicuramente a livello emotivo e morale contribuisce positivamente”.

Da dirigente della società quindi nessuna necessità di “calmare gli animi” o imporre modelli comportamentali?

“Penso di poter affermare che stiamo gestendo molto bene l’emergenza, con grande equilibrio, come tutti dovremmo fare. Siamo fortunati ad avere un gruppo di ragazzi davvero molto maturi e quadrati, sia qui che nel nostro team di Torino in A2: hanno tutti compreso appieno l’emergenza e la necessità di un comportamento integerrimo, per la salvaguardia della salute di tutti. È ovvio che forse molti di loro vorrebbero essere in Canada, in Lituania, in Croazia o in America, ma il fatto di rimanere qui non genera in loro alcun tipo di sconforto. Il punto focale rimane la salute: al momento stiamo tutti bene, anche se non abbiamo fatto il tampone al nostro rientro”.

Per il dopo quarantena qualche previsione o qualche rumors dai vertici della massima serie relativi a se e quando riprenderanno le gare?

“Per quanto riguarda noi, finita la quarantena c’è la possibilità che il preparatore si attivi per allenare i ragazzi a casa. La data del 6 aprile potrebbe essere un crocevia, per comprendere se ci saranno sviluppi o novità di sorta, da qui forse capiremo se si potrà essere nelle condizioni di concludere il campionato, anche a porte chiuse, riprendendo a maggio le gare e gli allenamenti a fine aprile. Al momento però – precisa Pasquini – sono tutte solo ipotesi, non vi sono certezze e purtroppo, anche se lo sport è il nostro mestiere e la nostra dimensione, lo sport ora deve passare in secondo piano”.

E sull’aspetto sociale della situazione?

“Questa emergenza è davvero complessa e totale, dobbiamo seguire le regole in maniera ferrea. Io a Ferrara ho mio figlio e i miei genitori, mi mancano, è ovvio, ma è necessario avere la maturità di comprendere che ciò che potrebbe farci stare meglio emotivamente, in realtà rappresenta un forte rischio per i nostri cari e per tutti. Non possiamo fare previsioni riguardanti la conclusione di questa situazione, dobbiamo attenerci alle regole, è una situazione troppo più grande di tutti noi”.

Nonostante la lontananza, “un pezzo di cuore” di Federico Pasquini dunque rimane tra le mura estensi, tra famiglia e origini cestistiche, si sperava di poterla avere come ospite d’onore in occasione del Torneo Città di Ferrara, ma il timore è quello che anche questa manifestazione venga rimandata a data da destinarsi…

“E’ ovvio che grandi assembramenti creano grandi problemi, in questo momento, ma ho ragione di pensare che sarà così ancora per diverso tempo. Penso anche alla storica manifestazione della 4 Torri: il Torneo Città di Ferrara. È indiscutibilmente un peccato rinunciarvi, specie in quanto evento di grande allegria, condivisione e divertimento ma penso che il sacrificio da fare sia a 360 gradi, dalla massima serie alle giovanili. Conto però che ci sarà modo di recuperare e che ci saranno momenti migliori, se tutti rispettiamo le direttive, momenti in cui poi potremmo tornare a ridere e ad organizzare situazioni di aggregazione per fare sport tutti insieme”.

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