Quattro mesi in meno rispetto alla pena stabilita dal tribunale di Ferrara, ma rimangono comunque 3 anni e 10 mesi di reclusione per Englebert Balbo, l’ex dipendente comunale che aveva rubato le carte carburante del Comune e con quelle faceva il pieno di benzina per sé e per gli amici.
I giudici della Corte d’appello di Bologna hanno confermato nella sostanza tutto il quadro probatorio e l’impianto accusatorio nei confronti del 40enne ex magazziniere nella sede di via Marconi.
Balbo venne arrestato a gennaio del 2019 dai carabinieri che avevano avviato un’indagine dopo che dall’Amministrazione comunale, dal dirigente Luca Capozzi in particolare, era arrivata la segnalazione di alcune anomalie riscontrate nell’utilizzo delle carte carburante: oltre 3mila euro in rifornimenti in orari non di servizio. Tramite appostamenti e grazie alle telecamere di sorveglianza, l’Arma era riuscita a ricostruire l’utilizzo indebito di almeno cinque carte – prelevate fraudolentemente dagli uffici comunali o dalle auto – per effettuare 18 rifornimenti di carburante o in taniche per la rivendita successiva o direttamente nelle auto degli amici (che hanno o patteggiato o sono stati sottoposti alla messa alla prova), ovviamente a prezzo di favore. Ad aiutarlo in alcune occasioni c’era anche la moglie che a luglio ha patteggiato una pena a 8 mesi e 140 euro di multa, più 1.900 euro di risarcimento al Comune.
La seconda sezione penale della Corte d’appello di Bologna ha confermato anche il danno per il Comune sia di tipo patrimoniale che non patrimoniale da danno d’immagine, confermando la condanna per Balbo al pagamento di una provvisionale da ben 10mila euro a favore delle casse municipali. Il Comune si era costituito parte civile tramite l’avvocato Vittorio Zappaterra che esprime soddisfazione per l’esito del processo.
Balbo è già in carcere e vi rimarrà perché i giudici non hanno concesso misure alternative.
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