Spettacoli
23 Febbraio 2020
La conduttrice e imitatrice porta a teatro la sua infanzia… da luna park

Sulla giostra con Virginia Raffaele

di Redazione | 3 min

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(foto di Alessandro Dobici)

di Federica Pezzoli

Il teatro, il circo, il luna park: cosa hanno in comune questi luoghi? Sono tutti mondi speciali, dove si può giocare a volare. E così Virginia Raffaele, imitatrice, conduttrice, attrice conosciuta dai più per le sue parodie di personaggi famosi della tv e non solo, ha giocato a unirli nel suo ultimo spettacolo “Samusà”, arrivato giovedì 20 e venerdì 21 gebbraio 2020 al Teatro Comunale di Ferrara, grazie a CAOS Organizzazione Spettacoli, nell’ambito della stagione CittàTeatro.

Un omaggio ai mondi fantastici dei giostrai e dei circensi, che strizza a tratti l’occhio ai ritratti sognanti di Federico Fellini, che si intreccia a intelligenti sketch da varietà, di quello della migliore tradizione italiana: ecco come si compone il nuovo lavoro dell’attrice romana che per due ore intrattiene il pubblico che ha riempito il teatro Claudio Abbado.

“Samusà” è nato dal bisogno di raccontare e fare rivivere quella parte che abita nella Raffaele, oltre i suoi personaggi, o meglio prima: sì perché Virginia è nipote di circensi e figlia di giostrai, ha passato la sua infanzia al LunEur e con questo lavoro trasporta gli spettatori in una sua personale ricerca del tempo perduto verso un mondo imperfetto che fa ridere gli altri e però fatica poi a divertirsi, perché ha in sé una sorta di felliniana malinconia. Ecco allora Mario dello zucchero filato, Claudia che vendeva le caramelle gommose e Remigio della gimkana e poi Alfio, che una mattina di giugno al LunEur ha conosciuto il Papa, e ancora il bruco mela e lo stand dei fucili: da dietro il balcone si vede passare quasi tutto il mondo. E infine il frinire delle cicale e gli occhi dei giostrai, che se ci guardi bene dentro ti inondano di umanità.

A inframmezzare questi ricordi e racconti, alcuni dei personaggi più famosi creati dall’imitatrice in questi ormai dieci anni di carriera – una divertentissima Patty Pravo brucaliffo con le ali da farfalla e una Giorgia Virginia Raffaele

Maura sperduta nel luna park – e poi i numeri di tre bravissimi aiutanti acrobati e giocolieri, canzoni e balletti: la canzone “I crauti”, forse omaggio all’interpretazione di Monica Vitti, arriva al termine di un divertente monologo di un complottista che si vanta di non seguire la logica, una irriverente Carmen e sorprendenti performance di break e di tip tap. Ma prima della fine dello spettacolo l’imitatrice non delude il pubblico e, come se avessero il sopravvento sull’io di Virginia, prendono vita le ‘sue’ donne, dalla Vannoni alla Fracci, da Bianca Berlinguer a Belen Rodriguez.

“Samusà” nel gergo dei ‘dritti’ – i giostrai, mentre tutti gli altri sono i ‘contrasti’ – significa ‘silenzio’; e allora: samusà, entra Virginia Raffaele, istrionica, bellissima, luminosa come un luna park.

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