Dom 16 Feb 2020 - 5730 visite
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Petizione contro Lodi, Solaroli e Fabbri nelle mani di Luciana Lamorgese: “Rimuoveteli”

Inviata la lettera con le 2.215 firme raccolte. Zamorani chiede al ministro di restituire a Ferrara il rispetto della legge e ricorda che consiglieri ed esponenti di giunta possono essere rimossi

La petizione contro Solaroli, Fabbri e Lodi è già tra le mani del ministro dell’Interno Luciana Lamorgese. Lo rende noto Mario Zamorani, in rappresentanza dell’associazione Fe-nice (promotrice dell’iniziativa), precisando che la petizione è stata inviata al ministro ed è stata firmata da 2.215 persone, “un fatto senza precedenti a Ferrara ma è pure vero che in città viviamo un’esperienza senza precedenti”.

Con tale petizione sono state raccolte 594 firme in piazza nei giorni 8 e 9 febbraio, quindi 2.214 persone hanno sottoscritto la lettera online sulla piattaforma change.org nei giorni successivi fino a venerdì (altre firme stanno intanto arrivando).

Nella missiva si rende noto a Lamorgese una serie di fatti e comportamenti giudicati gravi  avvenuti a Ferrara, a partire dalla figura del vicesindaco Naomo Lodi, a proposito del quale la lettera ricorda le diverse sentenze patteggiate, il suo “contrassegno disabili anche se corre, va in bici e in slittino, e solleva pesi”, la “casa popolare nonostante un reddito netto di 3.400 euro al mese”, le sue “intemperanze” e i “significativi episodi di mancanza di rispetto per le istituzioni, ad esempio per bestemmie pronunciate in pubblico” o il recente video-avvertimento nel quale promette di colpire “forte politicamente, vi farò male, molto male, ma non lo farò adesso perché non sono vigliacco come voi, infame come voi […]. Vi faremo un culo così”, rivolgendosi sia ai giornalisti di PiazzaPulita (La7) che agli oppositori politici. Da Lodi si passa al consigliere legista Stefano Solaroli e alla sua ormai tristemente famosa proposta indecente per chiudere con il sindaco Alan Fabbri e il suo silenzio o la sua difesa degli scandali.
“Questi fatti, che sono giunti per il loro rilievo agli echi delle cronache nazionali e che stanno gettando un’ombra più che mai negativa sull’immagine di Ferrara – spiega Zamorani – hanno allarmato tanti cittadini di Ferrara che hanno deciso di impegnarsi, sia pure solo con una firma per il momento, ma che intendono organizzarsi in una resistenza attiva. Oggi a Ferrara non è in gioco un’idea politica in contrapposizione ad un’altra: oggi siamo alla difesa dello Stato di diritto, di legge, diritto e Costituzione. Tante persone chiedono di voler mantenere la dovuta stima verso istituzioni che sembrano vilipese”.

Zamorani ricorda infine “che il Testo unico delle leggi sull’ordinamento degli enti locali afferma che “Con decreto del Ministro dell’interno il sindaco, …i componenti dei consigli e delle giunte, … possono essere rimossi quando compiano atti contrari alla Costituzione”. Ricordiamo anche che l’art. 54 della Costituzione recita: “… I cittadini cui sono affidate funzioni pubbliche hanno il dovere di adempierle con disciplina ed onore, prestando giuramento nei casi stabiliti dalla legge”. Appare davvero difficile ritenere che alcuni dei fatti raccontati nella lettera, ad esempio riferiti al vicesindaco Nicola Lodi ma non solo, non siano in palese distonia con l’art. 54 della Costituzione”.

Oltre alla petizione inviata al ministro Lamorgese, è stato chiesto un incontro con il prefetto di Ferrara.

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