Abusi in divisa. Aldro, Magherini, Genova la domanda resta: chi cerca la verità?
Quando a uccidere è un intervento delle forze dell’ordine, la richiesta di verità non può fermarsi alla morte: cosa è successo e chi è responsabile?
Quando a uccidere è un intervento delle forze dell’ordine, la richiesta di verità non può fermarsi alla morte: cosa è successo e chi è responsabile?
Avrebbe acquistato una dose di droga da un pusher e, quando un agente della Polizia Locale in abiti civili si è avvicinato per un controllo mostrando il distintivo, avrebbe accelerato con l’auto, investendo l’operatore e dandosi alla fuga
Voleva emulare fatti di cronaca avvenuti negli Stati Uniti. E per farlo aveva acquistato online il pugnale. È questa la prima confessione fatta dal 22enne fermato per l'aggressione al liceo Ariosto
Una colluttazione nei bagni del liceo Ariosto di Ferrara è culminata con il ferimento di uno studente di 15 anni con un coltello. È quanto accaduto nella mattinata di mercoledì 30 settembre all'interno dell'istituto ferrarese di via Arianuova.
Come è noto sull'acquisto dei medicinali e sulle spese mediche è prevista una detrazione del 19%, che a mio avviso dovrebbe essere innalzata almeno al 25%, tenendo conto dell'aumento dei prezzi, dei ticket sempre più gravosi e del costo (pure aumentato) delle...
“In nome del decoro e della sicurezza” dice Naomo Lodi, sottoponendo così lo svago a un controllo poliziesco. Ferrara sembra sempre più un laboratorio coercitivo dove la libertà viene soffocata in nome di un presunto decoro che affonda le sue radici nel modello della New York di Rudy Giuliani. Gli studenti a nostro avviso dovrebbero essere inclusi in un processo di crescita che farebbe bene a tutta la città ma con questi metodi, una volta laureati, scapperanno.
La vivacità e creatività giovanile andrebbe invece incentivata e incanalata in processi di miglioramento della qualità della vita sociale ferrarese. Invece gli studenti ormai vengono visti solamente come portafogli da cui prelevare i soldi per gli affitti – sempre più cari a causa della turistizzazione dovuta anche ad Airbnb – e per le tasse universitarie.
Nel contempo i luoghi di aggregazione calano e si tenta sempre più di relegarli lontani dal centro, dove non esistono biblioteche, piazze e locali che incentivino la discussione e lo scambio idee. Noi di Europa Verde chiediamo quindi agli studenti di ribellarsi in modo pacifico a queste restrizioni poliziesche riappropriandosi di Piazza Verdi al grido di “Multateci tutti!“.
Noi saremo con voi. L’immobilità e il silenzio sono complici di un sistema di sorveglianza che non deve esistere in una città universitaria.
Europa Verde
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