Incendio grattacielo: anche la Torre A sarà interdetta
L'incendio scoppiato nei giorni scorsi nella Torre B del grattacielo di Ferrara rischia di essere solo il primo segnale di un problema ben più ampio
L'incendio scoppiato nei giorni scorsi nella Torre B del grattacielo di Ferrara rischia di essere solo il primo segnale di un problema ben più ampio
La Procura di Ferrara ha aperto un'inchiesta per omicidio stradale in seguito alla morte del 90enne Luciano Cocchi, deceduto lo scorso 13 gennaio all'ospedale Sant'Anna, dopo 847 giorni di ricovero
Prima udienza preliminare ieri (mercoledì 14 gennaio) mattina per l'inchiesta nata dopo le morti di Cosmin Robert Pricopi e Costin Yonel, i due operai rumeni di 20 e 50 anni, che persero la vita nel tragico incidente sul lavoro all'interno del Polo Crispa di Jolanda di Savoia
"Non hanno alcuna giustificazione le pesanti richieste di condanna avanzate dall'accusa". Parte da qui l'arringa difensiva di Mario Di Giovanni, legale dei vertici amministrativi e operativi della Cooperativa Agricola Bidente di Forlì-Cesena, finiti a processo - con altri tre - per il presunto caso di sfruttamento di manodopera di lavoratori stranieri durante le operazioni di bonifica dal focolaio di aviaria all'Eurovo di Codigoro
Infortunio sul lavoro alla Kastamonu di via Romea a Pomposa, dove un operaio italiano di 53 anni - dipendente di una ditta esterna - è stato ferito gravemente a una gamba, a seguito di uno schiacciamento accidentalmente provocato da una pala meccanica guidata da un collega
Paula Burci, la sua memoria, continua a non trovare pace. Dopo la prima incredibile sentenza della Cassazione che sei anni fa aveva annullato il primo processo, ieri la suprema corte ha di nuovo capovolto, questa volta in parte, l’esito degli ergastoli decretati in Corte d’Assise di appello di Venezia nel giugno 2018.
I giudici capitolini hanno confermato la condanna, che diventa definitiva, per Gianina Pistroescu, mentre per Sergio Benazzo hanno annullato la sentenza di secondo grado rinviando gli atti a una sezione diversa della Corte di Assise di Appello che dovrà ricominciare il processo.
L’idraulico di Villadose di Rovigo, 43 anni, e la sua ex compagna rumena, 44, che fece da maman a Paula Burci quandò arrivò in Italia, nonostante i quattro ergastoli sulle spalle a carcere a vita per l’omicidio della ragazza di 18 anni, erano a piede libero da anni perché decorsi i termini di custodia cautelare.
Paula venne uccisa in modo atroce e forse bruciata viva dodici anni fa. I resti del corpo vennero ritrovati nella zona golenale di Zocca di Ro il 24 marzo del 2008.
Il primo processo si tenne a Ferrara e si concluse con la condanna a fine pena mai. Sentenza confermata poi a Bologna per essere annullata in ultimo grado. Il processo si rifece da capo a Rovigo. Pio la corte d’assise d’appello di Mestre confermò i due ergastoli, anche se in quell’occasione per la prima volta la pubblica accuse chiese l’assoluzione con formula piena per Benazzo e con formula dubitativa per Pistroescu.
Ora la Cassazione ha accolto il ricorso dell’avvocato Francesca Martinolli per l’idraulico e si dovranno attendere le motivazioni per conoscerne le ragioni.
Intanto Rocco Marsiglia, difensore di Pistroescu, si chiede come sia potuta cadere l’ipotesi concorsuale”: se il delitto è stato commesso da entrambi, questo il suo ragionamento, o sono tutti e due colpevoli o sono tutti e due innocenti.
Ad Aurelian Burci, il fratello della vittima costituitosi parte civile, non rimane che incassare un’altra delusione: “sono molto provato, non riesco a dire niente. Ogni volta mi sembra di veder morire di nuovo Paula”.
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