Sab 8 Feb 2020 - 4662 visite
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“No ai mega concerti al Parco Urbano”

Ferma opposizione di alcune associazioni culturali e ambientali all'intenzione del Comune di utilizzare l'area per grandi eventi musicali: "Territorio protetto dal Piano Paesaggistico"

Grandi concerti all’aperto al Parco Urbano? No, grazie. Trovate una collocazione più adatta. E’ una ferma opposizione, quella di alcune associazioni culturali e ambientaliste ferraresi, all’intenzione dell’Amministrazione comunale di utilizzare questa grande area verde per mega eventi musicali.

A illustrare i motivi di questa secca contrarietà sono l’Associazione Naturalisti Ferraresi, il Garden Club, Italia Nostra e la Lipu di Ferrara, facendo presente che il Parco Urbano, “non a caso dedicato nella parte pubblica a Giorgio Bassani, è territorio di interesse naturalistico tutelato e protetto dal Piano Paesaggistico Regionale come “zona di particolare interesse paesaggistico-ambientale””.

Le associazioni firmatarie del documento ripercorrono la genesi dell’area verde, nata “come parco campagna con finalità di interesse publico, come polmone verde, sostanzialmente inedificato, posto tra la città storica e il corso principale del fiume Po per contribuire a equilibrare, a livello ambientale, gli effetti negativi della zona industriale e del traffico motorizzato urbano”. Un territorio che, inoltre, risulta “importante per la flora e per la fauna nella lotta vitale per la conservazione della bio-diversità”.

Le attività consentite nel parco dovrebbero, quindi, essere quelle compatibili con le prescrizioni del Piano Paesaggistico, cioé “usi legati al riposo, allo svago, al tempo libero e allo sport, nel rispetto della vegetazione e delle presenze faunistiche del parco. Quelli inoltre legati all’agricoltura non inquinante e ad attività lavorative a basso impatto ambientale”.

Eppure nel Parco Urbano si sono da sempre svolte manifestazioni di grande richiamo, basti pensare al Balloons Festival o alla Vulandra, con installazioni di strutture di forte impatto e grande quantità di pubblico in tempi ristretti. Situazioni che non sfuggono alle associazioni firmatarie del documento, che sostengono di aver sempre criticato l’uso dell’area per questo tipo di eventi “che recano danno alle delicate dotazioni e alla vegetazione del parco e disturbo alle presenze faunistiche, soprattutto da aprile a fine luglio, periodo di riproduzione della fauna selvatica”.

A maggior ragione ora le quattro associazioni esprimono la propria “ferma opposizione all’idea di scegliere il parco come sede di grandi concerti all’aperto, che, come altre grandi manifestazioni che in esso si svolgono, possono trovare collocazione più adatta e adeguata in altre parti del territorio urbano”.

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