Giovanni Campagnoli, chitarrista di Ferrara, a Umbria Jazz
Un musicista ferrarese conquista un posto tra i finalisti del Conad Jazz Contest, concorso musicale che seleziona i migliori talenti del jazz nazionale
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Torna la rassegna "Verginese in musica", l’atteso appuntamento estivo con la buona musica nella suggestiva cornice della Delizia Estense del Verginese
Giovedì 2 luglio l'Arena Coop Alleanza 3.0 al Parco Pareschi, organizzata da Arci Ferrara, dedica al Coopsday una serata a ingresso gratuito con "Il faro - Il fantastico viaggio della Banda Rulli Frulli" di Gianluca Marcon e Diego Gavioli
L'ArenaMeis, il cinema nel giardino del Museo, prosegue mercoledì 1° luglio alle 21 con "La Banda", il film diretto da Eran Kolirin presentato nella 60° edizione del Festival di Cannes
L’Istituto di Storia Contemporanea, in collaborazione don Il Dipartimento di Studi Umanistici dell’Università di Ferrara, organizza un incontro di riflessione storica
Lunedì 3 febbraio alle 18, alla libreria Ibs+Libraccio, Gianluigi Schiavon presenta il romanzo “Rapkoka” uscito per i tipi di Giraldi Editore. Dialoga con l’autore Cristiano Bendin.
Schiavon è giornalista e scrittore, vicedirettore de “Il Resto del Carlino” e de “ilrestodelcarlino.it”. Ha lavorato a lungo per “Quotidiano Nazionale” e prima per “La Repubblica”, “Il Gazzettino” di Venezia e Belluno e per vari periodici. Ha pubblicato, per Giraldi Editore, i romanzi “50 minuti. L’inganno nel cassetto”, “Il bambino del mercoledì” e “La fuga. Delitto in Bretagna”, di cui “Rapkoka” è la naturale continuazione. Altre opere: i volumi di racconti “I bolognesi sono fatti così”, Pendragon Editore, “Colpi bassi (sul ring e nella vita)” e “Quella faccia l’ho già vista”, per Giraldi. Con il fotoreporter Paolo Miccoli ha pubblicato “A Bologna c’era il mare” e “Bologna va in campagna, immagini e poesie”, Giraldi.
Il libro. Il commissario Lucien Bertot ha un nuovo collega: suo figlio. Antoine non è più un bambino: ha compiuto diciassette anni. Abbastanza per Lucien. E anche per Antoine. E comunque non è tempo di indecisioni. C’è un altro caso, e va risolto in fretta: trovare Mr Bye-Bye, il killer dei rapper. Prima che uccida ancora.
I Bertot: li chiamano così al Quai des Orfèvres, i colleghi amici e anche gli altri, quelli che dell’amicizia non sanno che farsene. I Bertot: il nome è piaciuto anche ai giornali francesi, perché le indagini condotte a due, da un commissario e da suo figlio ancora ragazzino, fanno notizia. L’idea funziona. Il commissario non rinuncia al suo stile di vita antiquato e ribelle: sinfonie di Tchaikovsky sul giradischi, metodi sbrigativi che le scuole di polizia non insegnano, qualche amico delinquente e amori impossibili. Antoine è lo sguardo sul mondo moderno che suo padre si rifiuta d’avere, tra locator, app, database e altri strumenti insospettabili per Lucien Bertot. A parte questo, Antoine ha una dote ereditaria: un infallibile istinto investigativo. Tutto suo padre. Quanto alla musica, niente classica per Antoine. Lui fa il rapper.
Forse non è un caso che i Bertot si siano ritrovati lungo la loro strada proprio Mr Bye-Bye. E in ogni modo sarà una lunga strada: una caccia all’uomo da Parigi a Londra a Oslo. E oltre. In nome di una parola misteriosa: Rapkoka.
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