Ostellato
1 Febbraio 2020
Dopo quasi sette anni dalla tragedia, si conclude il processo di primo grado per la morte degli operai Fabrizio Veronese e Guglielmo Bellan

Tre condanne e due assoluzioni per l’incidente di Valle Lepri

di Daniele Oppo | 2 min

Leggi anche

Fissava appuntamenti online e poi li derubava, altra condanna per l’adescatrice seriale

Il copione era sempre lo stesso. Li contattava online, fissava un incontro per un rapporto sessuale e, durante il primo appuntamento, li derubava. Per questo, dopo la condanna a un anno e sei mesi arrivata lo scorso febbraio, ieri mattina - lunedì 22 settembre - il gup Sandra Lepore del tribunale di Ferrara ha inflitto altri due anni e quattro mesi di carcere in abbreviato a una 21enne di nazionalità rumena,

Svaligiano una casa, poi la fuga: preso un 22enne

Furto in un’abitazione, un secondo tentativo di effrazione e poi la fuga per le vie di Jolanda di Savoia. È terminata con l’arresto di un 22enne la notte di controlli dei carabinieri nel territorio comunale

Fabrizio Veronese e Guglielmo Bellan, le due vittime dell’incidente

Ostellato. Assoluzione per Ettore Alberani, delegato alla gestione dell’Idrovia ferrarese e responsabile unico del procedimento, e per Vittorino Malagò, coordinatore della sicurezza. Condanne per omicidio colposo invece, tutte a 2 anni e 6 mesi, per Bruno Droghetti, progettista e direttore dei lavori di manutenzione, Federico Tita, direttore tecnico del cantiere per la General Montaggi Industriali (Gmi) e Maria Antonietta Strazzullo, amministratrice della stessa Gmi.

Si è chiuso così, dopo tanti anni da quel tragico 22 febbraio 2013, il processo per l’incidente alla chiusa di Valle Lepri, dove persero la vita gli operai Fabrizio Veronese e Guglielmo Bellan, travolti da un muro d’acqua alto 5 metri a seguito del cedimento di una paratia.

Si è tratta – per usare le parole dello stesso pm Ciro Alberto Savino – di “un processo molto travagliato”, difficile anche nella ricostruzione tecnica dell’avvenuto, oltre che nell’attribuzione delle responsabilità, con consulenze e contro-consulenze a offrire diverse spiegazione dell’incidente.

Per la procura, che più volte ha modificato anche i capi d’imputazione, la tragedia avvenne per via della spinta dell’acqua che pian piano avrebbe portato alla rottura di un piedino in calcestruzzo a cui era poggiato il pancone – ovvero la paratia che serviva a contenere l’acqua e lasciare libera l’area di lavoro, oggetto anche di una variazione in corso d’opera e di continui riposizionamenti – permettendo poi l’ingresso dell’acqua stessa, che ha travolto in pochi secondi Veronese e Bellan, i cui corpi vennero ritrovati dai vigili del fuoco in un canale di scolo laterale. Una rottura dovuta a responsabilità dei tecnici secondo l’accusa, che chiese la condanna di tutti gli imputati.

Il giudice Carlo Negri ha accolto in parte quelle richieste, mandando assolti i soli Alberani e Malagò per“non aver commesso il fatto”.

“Sono soddisfatto dell’esito del processo perché ho sempre ritenuto che Alberani non avesse responsabilità in questo tragico evento”, commenta il suo difensore, l’avvocato Fabio Anselmo.

“Aspettiamo di poter leggere le motivazioni”, afferma invece l’avvocato Riccardo Caniato, difensore di Droghetti.

Grazie per aver letto questo articolo...

Da 20 anni Estense.com offre una informazione indipendente ai suoi lettori e non ha mai accettato fondi pubblici per non pesare nemmeno un centesimo sulle spalle della collettività. Il lavoro che svolgiamo ha un costo economico non indifferente e la pubblicità dei privati non sempre è sufficiente.
Per questo chiediamo a chi quotidianamente ci legge e, speriamo, ci apprezza di darci un piccolo contributo in base alle proprie possibilità. Anche un piccolo sostegno, moltiplicato per le decine di migliaia di ferraresi che ci leggono ogni giorno, può diventare fondamentale.

 

OPPURE se preferisci non usare PayPal ma un normale bonifico bancario (anche periodico) puoi intestarlo a:

Scoop Media Edit
IBAN: IT06D0538713004000000035119 (Banca BPER)
Causale: Donazione per Estense.com