Ven 24 Gen 2020 - 324 visite
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Il punto sulle Aree Interne tra ottimismo e burocrazia ‘lumaca’

A Codigoro l'agenzia regionale Sipro e i sindacati preparano il campo alla nuova programmazione della Strategia: "Fondamentale ingaggiare le comunità"

di Giuseppe Malatesta

Codigoro. Sono solamente quattro su ventitre i progetti finanziati nell’ambito della Strategia Aree Interne del medio e basso ferrarese, che vedrà complessivamente investiti oltre 11 milioni di euro in interventi che interessano 12 Comuni dal copparese al Delta.

Ma la burocrazia lenta non frena l’ottimismo dei soggetti coinvolti nella progettazione, che a Codigoro giovedì mattina hanno fatto il punto nel corso di un incontro promosso dai sindacati Cgil, Cisl e Uil che ha coinvolto anche l’agenzia regionale Sipro e l’associazione Ri-Generazioni rappresentata dall’ex sindaco estense Gaetano Sateriale.

“Diversi progetti sono in attesa della valutazione regione e altri in standby per la mancata sottoscrizione del programma quadro tra Regione, Comuni e Ministeri coinvolti. Purtroppo non ci sono ancora tempi certi”.
Nel frattempo non mancano i progetti già in fase di attuazione, quattro per un totale di circa 3 milioni, finanziati tramite la Regione dal Fondo Sociale Europeo. In tutto le risorse che si spenderanno sul territorio ‘fragile’ delle Aree Interne ammontano a quasi 12 milioni di euro.

Definita la prima programmazione, dopo la sottoscrizione della Strategia a fine 2018, ora lo sguardo è rivolto al nuovo piano 2021-2027, un piano che secondo i sindacati e secondo Sipro avrà innanzitutto bisogno del contributo delle comunità, “ingaggiate per manifestare i bisogni e le esigenze dei territori”.

Questo è il momento giusto per mettere a frutto le potenzialità dell’area, per individuare congiuntamente gli strumenti necessari per pianificare una efficace strategia di sviluppo, sostengono tutti i relatori, compreso il sindaco di Riva Del Po Andrea Zamboni, referente dell’Area Interna in questione. “È quantomeno necessario unire le forze, fare ponte tra le comunità e rafforzare la sinergia, consolidando le Unioni esistenti tra i Comuni e sviluppando collaborazioni tra le stesse, quella del Delta del Po e la nostra ‘Terre e Fiumi’. Tra parentesi, Zamboni non risparmia un commento sull’uscita di Jolanda dall’Unione copparese: “Hanno perso un’occasione”.

“A partire dall’ascolto delle comunità – aggiunge Ferri – bisognerà farsi trovare pronti e propositivi per le progettazioni che nei prossimi anni saranno sostenute dai fondi europei. Si tratta di un’opportunità imperdibile da cogliere con un atteggiamento ancor più propositivo di quello che ci ha animato in questa prima fase. Non abbiamo scuse nè alibi: ci sono risorse, siamo nei tempi enon dobbiamo far mancare le idee”. Ferri non dimentica il contributo dei sindacati, “non solo firmatari del patto, ma soggetti che si sono spesi nello sviluppo delle progettualità”.

“All’inizio non siamo stati coinvolti a pieno – racconta Fabrizio tassinati (Cgil), ma ora sentiamo il dovere di contribuire a pubblicizzare questa opportunità di rigenerazione urbana che tocca da vicino i cittadini”.

“Quanto realizzato finora – interviene Sabrina Lucatelli, esperta di politiche di sviluppo – deve diventare un metodo di lavoro, non ci si deve e non ci si può fermare qui. Il documento strategico delle Aree Interne non deve risentire di dinamiche legate alla politica: non si può ricominciare da capo perchè cambiano i soggetti istituzionali, per questa ragione la comunità gioca un ruolo decisivo di garante”. “I ritardi nell’attuazione – conclude – sono sicuramente imputabili ad una progettazione complessa, rallentata in alcuni casi dalla scarsa disponibilità di figure professionali che negli enti pubblici comunali si devono occupare appunto di progettazione: occorre che si investa su questi profili fondamentali”.

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