Da Comacchio al Parlamento europeo: la sfida contro la caccia per divertimento
Una cittadina di Comacchio porta al Parlamento europeo una petizione per aprire il dibattito sull’abolizione della caccia sportiva nell’Unione europea
Una cittadina di Comacchio porta al Parlamento europeo una petizione per aprire il dibattito sull’abolizione della caccia sportiva nell’Unione europea
Dopo il successo di pubblico e di critica della mostra su Chagall, che ha superato i 140 mila visitatori, Palazzo dei Diamanti ospita da domani (sabato 14 marzo) un altro evento di portata internazionale
"Profondo sgomento e indignazione". Sono le parole che Bruno Di Lascio, presidente dell'Ordine dei Medici Chirurghi e degli Odontoiatri della provincia di Ferrara, utilizza per commentare la notizia del 44enne medico ferrarese condannato a cinque anni di carcere - in abbreviato - dal tribunale di Viterbo per aver adescato una bambina di 13 anni
Quello che inizialmente sembrava un semplice inconveniente alla circolazione stradale si è trasformato in un caso giudiziario che coinvolge diverse regioni italiane
Per tutelare la risalita del pesce novello nei corsi d’acqua, la Regione Emilia-Romagna ha istituito il divieto temporaneo di pesca sportiva e ricreativa, con qualsiasi attrezzo, dalle ore 20 di domenica 29 marzo fino alle 21 di domenica 31 maggio
Comacchio. Un dipendente di un’azienda agricola è stato denunciato per aver cosparso esche avvelenate in località Valle Isola, probabilmente destinate a colpire esemplari di nutria, specie molto presente in zona e nociva per le colture agricole e l’integrità del territorio.
Il ritrovamento è avvenuto ad opera del Carabinieri Forestali di Comacchio durante un servizio di contrasto alla caccia abusiva, all’interno di fondo agricolo di proprietà di un’impresa con sede a Trieste. I militari hanno scorto la presenza delle esche lungo la sponda di un canale di irrigazione e scolo delle acque, dove sono stati raccolti ben 94 “bocconi” avvelenati.
Le analisi eseguite sul campione prelevato e inviato all’Istituto Zooprofilattico Sperimentale per la Lombardia e l’Emilia Romagna–Sezione di Ferrara hanno confermato la presenza di sostanza tossica del tipo “oxamil”, comunemente utilizzata come insetticida.
Gli accertamenti compiuti subito dopo il ritrovamento hanno portato all’individuazione e alla denuncia del dipendente dell’azienda proprietaria del fondo. I reati contestati sono quelli previsti e puniti dal codice penale agli articoli 674 (getto pericoloso di cose) e 650 (inosservanza dei provvedimenti dell’Autorità).
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