Attualità
12 Gennaio 2020
Dai collezionisti a chi soffre di autismo, la terza edizione approfondisce il significato dei mattoncini più celebri al mondo

Winter Brick, in mostra i Lego “che uniscono tutti”

di Redazione | 2 min

Leggi anche

Sbandano con la moto. Due feriti in via Calzolai

Schianto con feriti a Malborghetto di Boara, dove - nella serata di giovedì 1° maggio - una motocicletta su cui stavano viaggiando due persone è andata a sbattere autonomamente contro un guardrail

Traffico illecito di rifiuti. Tutto dissequestrato alla Zoffoli Metalli

Il tribunale di Milano ha dissequestrato i beni confiscati - agli inizi di aprile - alla ditta Zoffoli Metalli Srl di Tamara, azienda copparese finita al centro della maxi-operazione del Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria della Guardia di Finanza di Trieste contro il traffico illecito di rifiuti

di Cecilia Gallotta

Chi pensa che i Lego siano ‘solo’ un gioco, si sbaglia di grosso. Lo ha dimostrato anche quest’anno Winter Brick, che ha tagliato il nastro della terza edizione, affollando il padiglione numero 6 di Ferrara Fiere in occasione del penultimo weekend di Winter Wonderland.

Castelli, draghi, riproduzioni in scala di monumenti reali e fantastici, personaggi più e meno celebri di saghe, cartoni e film, hanno spaziato fra i 2500 mq di allestimento: fra le opere in mattoncini più d’impatto, certamente lo Stadio Paolo Mazza – realizzato con 30mila mattoncini lego – assieme al ‘Giga Franco’, la riproduzione in maxi scala  di un personaggio della serie Space, il Monte Olimpo, il deposito di zio Paperone, per non parlare delle più disparate icone di Star Wars, o ancora il celebre ring di Rocky Balboa.

E se la scorsa edizione ha registrato più di 7mila presenze, “quest’anno speriamo di arrivare a 10mila”, auspica il presidente dell’associazione culturale Brickpatici Massimiliano Marino, che “a giudicare dal fermento sul web per questa edizione”, è piuttosto fiducioso.

Ma si scoprirà che il Lego non è apprezzato solo da collezionisti o “fanatici”, come si sente ironizzare fra le file della mostra, bensì anche da una categoria di bambini spesso lasciati a margine: si può parlare di una vera e propria “legoterapia”, anche se in Italia non è ancora riconosciuta come tale, secondo il presidente dell’associazione Valt Bricks Lorenzo Battaglieri, che per il primo anno ha portato a Ferrara una conferenza sui ‘Lego e l’autismo’.

“Spesso si pensa che siamo noi a dover integrare e includere i bambini autistici, invece sono loro a dover integrare noi nella loro ‘bolla’ “, spiega Battaglieri, che racconta come l’idea di coniugare l’attività dei Lego all’autismo sia nata dopo l’incontro con il dottor Antonio Narzisi dello Stella Maris di Pisa, e l’architetto Giulia Franceschi di Bologna, perchè “l’architettura influisce tantissimo sulla psiche. Il gioco del lego riesce a mettere a tavolino sia i bambini normodotati che autistici – illustra – facilitando così l’interrelazione, e la conseguente inclusione dei bambini normodotati da parte del bambino autistico”.

In quella che Battaglieri definisce “legoterapia”, si lavora principalmente a gruppi di tre bambini, nessuno dei quali conosce lo stato psichico dell’altro; un’educatore impartisce poi a ciascun bambino diversi compiti – “l’ingegnere, il costruttore e il magazziniere” – favorendo così la collaborazione e l’interazione. Si può dire che i lego, insomma, mettano d’accordo davvero tutti.

La manifestazione prosegue per tutta la giornata di domenica 12, dalle 10.30 alle 19.30.

Grazie per aver letto questo articolo...
Da 18 anni Estense.com offre una informazione indipendente ai suoi lettori e non ha mai accettato fondi pubblici per non pesare nemmeno un centesimo sulle spalle della collettività. Il lavoro che svolgiamo ha un costo economico non indifferente e la pubblicità dei privati non sempre è sufficiente.
Per questo chiediamo a chi quotidianamente ci legge e, speriamo, ci apprezza di darci un piccolo contributo in base alle proprie possibilità. Anche un piccolo sostegno, moltiplicato per le decine di migliaia di ferraresi che ci leggono ogni giorno, può diventare fondamentale.

 

OPPURE se preferisci non usare PayPal ma un normale bonifico bancario (anche periodico) puoi intestarlo a:

Scoop Media Edit
IBAN: IT06D0538713004000000035119 (Banca BPER)
Causale: Donazione per Estense.com