Berco: “Una calma apparente”
La chiusura dello stabilimento di Berco a Castelfranco Veneto non lascia tranquilli i sindacati ferraresi
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“Siamo veramente stupiti, per non dire divertiti, da quanto letto in merito al presunto diverbio avvenuto nei pressi del banchetto della Lega”. È la nota con cui la Rete CambiaVento fa presente che l’aggressione ai danni del banchetto della Lega di Ferrara in corso Martiri della Libertà nulla a che fare con centri sociali o antagonisti di sinistra.
Per questo la Rete Cambiavento si dice stupita del fatto che “un episodio che ha visto coinvolte quattro o cinque persone in totale è stato utilizzato per dare il via alle solite carrellate carnevalesche: via le zecche rosse, fuori i centri sociali da Ferrara (quanti ne abbiamo a Ferrara?), fascisti di sinistra e via discorrendo”.
E questo, secondo la Rete, “sotto l’abile regia dell’ex barbiere di Corso Isonzo che non perde occasione per alimentare polemiche, offendere e generalizzare continuamente, creando un clima da caccia alle streghe”.
Rete CambiaVento spiega, “se non fosse chiaro” che “in piazza non era presente nessuna manifestazione o presidio di alcun genere, nessuna azione mirata contro il banchetto della Lega è stata pianificata da alcuno. Semplicemente un supposto (visto che abbiamo solo la versione del vicesindaco) alterco tra pochi. Ma ovviamente la campagna d’odio punta alla criminalizzazione degli oppositori, alla messa al bando del diverso utilizzando come pretesto anche il più piccolo degli accadimenti”.
A questo punto i componenti della Rete fanno “un piccolo gioco”: “se per esempio dicessimo che un partito tipo la Lega ruba 49 milioni di euro, vorrebbe forse dire che tutti i leghisti sono ladri? Se un vicesindaco alloggia in una casa Acer con uno stipendio di quasi 5000 euro vorrebbe forse sostenere che tutti i vicesindaci sono al di sopra dei regolamenti?”.
“Attenzione – conclude la nota – che a fare questi giochi si rischia di seminare vento e poi raccogliere tempesta”.
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