Mar 10 Dic 2019 - 1045 visite
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La Celletta ha riaperto le porte ai fedeli

Domenica per l'Immacolata il rosario e la messa al santuario votivo di Argenta dopo oltre un anno di chiusura

Santuario della Celletta

Santuario della Celletta

di Giada Magnani

Il santuario votivo della Celletta ha riaperto le porte ai fedeli. Le ha riaperte al culto, domenica scorsa, 8 dicembre, giorno dell’Immacolata, come previsto, con l’orazione pomeridiana del rosario e una messa di ringraziamento officiata alle 18 da don Fulvio Bresciani.

Un evento questo atteso da oltre un anno. Da quando cioè il 28 ottobre 2018, durante la celebrazione di una funzione religiosa, si è udito un forte boato proveniente dal tetto. Un rumore sordo, un frastuono improvviso, che ha fatto fuggire all’esterno i fedeli colti dal panico. Da allora onde evitare rischi o pericoli di crolli, quindi di causare danni e feriti, o ancor peggio, si è provveduto a rendere inagibile il seicentesco tempio, monumento nazionale, eretto per grazia ricevuta alla Madonna col Bambinello da Giovan Battista Aleotti. Ma anche a chiudere appunto la chiesa, a seguito di una ordinanza dell’allora sindaco del comune di Argenta, proprietario della struttura, Antonio Fiorentini, presente anch’esso all’inaugurazione. Alla chiusura sono poi seguiti tutta una serie di controlli statici e verifiche strutturali. Che, affidati ad uno studio specializzato di Bondeno, ha dato esito negativo. Nessun problema insomma, nessuna criticità di tenuta dunque è stata rilevata per la sicurezza e l’incolumità delle persone.

L’attuale sindaco, Andrea Baldini, al termine della cerimonia ha voluto ringraziare i volontari che hanno dato una mano in lavori di pulizia e di ordinaria manutenzione e per l’installazione di una rampa per i disabili. Mentre sarebbero in vista ulteriori interventi sul coperto: guaina, tegole, gronde. La Celletta è da sempre un luogo sacro e di venerazione per gli argentani. Importante tappa di pellegrinaggi mariani (non ultimo il Giubileo 2000) è stata risparmiata dal violento terremoto del 1624. Quindi parzialmente distrutta (e ricostruita) a seguito dei devastanti bombardamenti aerei. Che, la notte del 12 aprile 1945, sul finire della seconda guerra mondiale, rasero al suolo la città e dintorni.

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