Mer 4 Dic 2019 - 2243 visite
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Tumore e inquinamento, M5S chiede commissione per la verità

Mantovani dopo la puntata di Report sulla Solvay: "Non c'è solo il quadrante est"

“Il nostro pane è condito al Cvm?”. Tommaso Mantovani non vuole fare la figura del “grillino complottista” ma usa parole forti perché vuole la verità sull'”inquinamento delle discariche, abusive e non, dentro al comune di Ferrara collegate a zone di produzione agricola, addirittura a grano”.

Un “problema su cui bisogna far luce” a cominciare da una commissione consiliare che il consigliere M5S, in veste di presidente della commissione Ambiente e Sanità, intende convocare “il prima possibile, prima di Natale”.

L’obiettivo ultimo è “portare avanti il decreto Zolezzi, un progetto sinergico per monitorare l’incidenza di cancro nelle aree comunali in rapporto coi livelli di inquinamento per verificare se esistano correlazioni”.

Una richiesta che si fa più forte all’indomani della messa in onda della puntata di Report che ha trattato anche il cloruro di vinile, “scarto di lavorazione della plastica della Solvay e sostanza cancerogena mescolata a vari metalli pesanti, non solo nel quadrante est” spiega il pentastellato affiancato da Vittorio Galetti, ex trasportatore rifiuti Amiu che ha raccontato la sua testimonianza durante la trasmissione su Rai3.

“Andavo col camion a prendere una polvere bianca alla Solvay di via Marconi e la portavo nei buchi di Ca’ Leona, ne ho mangiata tanta di sostanza tossica e nel 2008 mi hanno diagnosticato un tumore al colon” racconta Galetti, “e guarda caso Ferrara ha la più alta incidenza di cancro al colon della regione, nesso causale o no c’è chi la collega alla qualità dell’acqua della falda che potrebbe essere inquinata dai pozzi di Pontelagosuro” irrompe Mantovani.

Senza ricorrere al caso di Nunzio Perrella archiviato, Stefano Bulzoni battezzato “l’archivista” denuncia “l’inquinamento via terra e via acqua” mentre la geologa Marilena Martinucci collega proprio queste denunce agli atti vandalici subiti nell’azienda agricola di via Tambellina a Cona, “la tenuta di famiglia dove per quattro notti sono venuti, hanno devastato le arnie e buttato il bidone degli oli esausti per terra e nel pozzo freatico”.

“È una ipotesi, potrebbe essere solo un caso che sia avvenuto dopo che Marilena ha iniziato a parlare, ma intanto Report ci ha dato ascolto e per noi è solo l’inizio” commenta Mantovani, pronto a convocare la commissione consiliare.

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