Mar 3 Dic 2019 - 12644 visite
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Guccini ci è rimasto male per la Lega che conquista Ferrara. Alan Fabbri si offende

Il sindaco: “Spero di incontrarlo per una chiacchierata davanti ad un bicchiere di vino, a Ferrara, Pavana o in una osteria di fuori porta”

“Ho letto le parole di Francesco Guccini e, lo ammetto, mi hanno fatto male”. Il sindaco di Ferrara si dice offeso per l’intervista che il cantautore e scrittore ha rilasciato al Corriere della Sera. Una intervista in cui il maestro di Pavana confida al giornalista Marco Ascione di esserci rimasto male per il fatto che Salvini abbia conquistato la città estense, “anche se non mi ha del tutto stupito. In fin dei conti pure il fascismo fu subito molto forte a Ferrara”.

E alla domanda se stesse paragonando il fascismo alla Lega, l’autore de La locomotiva ha fatto presente che “il fascismo ha molti modi di presentarsi. È ovvio che non può essere quello di allora. Ma questa destra è feroce, cattiva. Una destra che ha chiesto pieni poteri. C’è un’anziana signora sopravvissuta ai campi di concentramento, come Liliana Segre, costretta a girare con la scorta”.

Parole alle quali Alan Fabbri ribatte sostenendo che la campagna di odio diffusa attraverso media e social non provenga dalla Lega. Anzi, il Carroccio ne sarebbe vittima: “E’ triste pensare che proprio lui, il poeta capace di guardare dentro alle cose, le abbia pronunciate sull’onda del pregiudizio, quello sì fomentatore di odio, che in Italia il Pd cavalca quotidianamente contro la Lega. Probabilmente lo ha fatto senza leggere il nostro programma, senza comprendere fino in fondo quello che è accaduto a Ferrara negli ultimi anni e soprattutto, questo ne sono certo, le ha pronunciate senza prima confrontarsi con me, che ho il dovere e il grande onore di essere sindaco di tutti”.

Fabbri aggiunge che “Francesco non mi conosce e, per questo, non sa delle mie origini contadine, del mio legame profondo con questa terra, del nonno partigiano che ha accompagnato la mia infanzia con i racconti della guerra e dei martiri e dei valori che mi ha trasmesso. E nemmeno può sapere quanto l’uomo che sono oggi è anche merito suo, della sua musica e delle sue  canzoni, che ho ascoltato per anni e che mi hanno formato”.

Per questo il sindaco prende quelle parole “come quelle di un nonno affettuoso che davanti ad una novità, come prima reazione, si tira indietro e la giudica male, senza conoscerla. Sono certo che se avessimo modo di confrontarci a viso aperto, Francesco potrebbe formarsi un’idea diversa, scoprendo che dove governa la Lega, a Ferrara come negli altri Comuni, non c’è nulla di violento e cattivo, ma anzi ci sono sindaci e assessori, impegnati ogni giorno per migliorare la vita quotidiana dei cittadini e per garantire i diritti e il bene comune, molto più di quello che è stato fatto negli ultimi anni dalle amministrazioni a guida Pd”.

“Io sono sempre disponibile – conclude – e spero di incontrare presto Francesco, magari per una chiacchierata davanti ad un bicchiere di vino,  a Ferrara, nella sua Pavana o, se preferisce, a Bologna in una delle tante osterie di fuori porta”.

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