Salute
30 Novembre 2019
In arrivo una nuova strumentazione che sarà testata in Quisisana per lo screening preventivo del tumore al colon-retto. Il presidente Piacentini: "Saremo la prima struttura prvata accreditata in Italia a sperimentare tale procedura"

Casa di Cura Quisisana e Unife: una collaborazione per la ricerca

di Redazione | 3 min

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di Davide Soattin

La Casa di Cura Quisisana sarà la prima in Italia a sperimentare strumenti alternativi alla colonscopia, un esame invasivo e davvero poco piacevole.

Si tratta di una svolta importante e dal grande spessore medico, resa possibile grazie alla collaborazione con l’Università di Ferrara, il Dipartimento di Fisica e la start up Scent, ideatrice del dispositivo denominato Scent1 e pensato per lo screening preventivo del tumore al colon-retto.

Ad avere un maggiore beneficio da questa iniziativa saranno soprattutto i pazienti, che potranno così ridurre il numero delle colonscopie a cui doversi sottoporre. Al loro posto, la presenza di cellule tumorali potrà essere difatti diagnosticata attraverso questo nuovo tipo di procedura, unita all’analisi delle particelle odorose delle feci dei pazienti, in quanto la perossidazione delle membrane delle cellule tumorali altera e muta la composizione delle particelle analizzate rispetto a quelle sane, che rimangono invariate.

Una nuova metodologia di intervento rimarcata anche dal responsabile del progetto e della ricerca, il professore Cesare Malagù: “Il nostro dispositivo è stato ideato per lo screening del cancro al colon-retto. Stiamo parlando di una patologia che è davvero molto diffusa e che, se presa nei tempi giusti, può avere oltre il 90% di possibilità di guarigione. Quello a cui abbiamo lavorato, si tratta di un test non invasivo che funziona grazie a dei sensori in grado di sentire l’impronta digitale del tumore. Una sorta di paracadute che si va a collocare tra gli esami del sangue occulto nelle feci e la stessa colonscopia”.

Il macchinario infatti, stando alle sue caratteristiche di applicazione sanitaria, è stato pensato per due tipologie di applicazione. La prima prevede il monitoraggio post-operatorio dei campioni di sangue presenti nelle feci, al fine di individuare la presenza di marcatori tumorali volatili che sono prodotti dalle masse tumorali localizzate o da metastasi, mentre la seconda è legata alla ricerca scientifica e riguarda la classificazione delle colture cellulari per ottenere informazioni cardine sullo sviluppo delle cellule tumorali.

Oltre ai pazienti, a trarre numerosi e virtuosi vantaggi da questa, ancora, sperimentale nuova procedura sarà il sistema sanitario nazionale vista la presumibile riduzione del numero di colonscopie arrivando anche ad abbreviare i tempi di attesa della sanità in generale, senza trascurare la possibilità fondamentale di eseguire screening preventivi per individuare la malattia in uno stadio precoce.

“Questa innovazione – ha commentato Giorgio Piacentini, presidente della Casa di Cura Quisisana – è unica in tema di ospitalità privata. Si tratta di una collaborazione importante a livello di ricerca, che andrà a certificare una nuova tipologia di strumentazione. Orgogliosamente saremo la prima struttura ospedaliera privata in Italia che la sperimenterà , consapevoli che la ricerca e l’innovazione sono il futuro di questo Paese. Sempre maggiori problemi però si incontrano a livello di risorse, che sono poche e limitate. Per questo motivo, aziende private come la nostra sono chiamate e orgogliose d’intervenire in maniera diretta”.

E ancora: “A questo proposito e per questo progetto, saremo attivi in prima persona per far si che la collaborazione con l’Università di Ferrara e l’Istituto di Fisica possa dare un esito positivo e portare a traguardi importanti. A tal fine Quisisana ha stanziato un finanziamento di 35.000 euro che servirà a garantire la partecipazione di un loro ricercatore presso la nostra struttura, che collaborerà così insieme ai nostri medici”.

“Tra le altre cose – ha infine concluso il numero uno dell’Ospedale Privato Accreditato di viale Cavour – l’anno prossimo sarà davvero speciale per noi. A dicembre del 2020 infatti, come vuole la storia, festeggeremo il centenario della fondazione della nostra Struttura e sinceramente ci auguriamo di poterlo fare con i risultati positivi che scaturiranno da questa nuova avventura. Mi piace pensare,conclude Piacentini, che la prevenzione, per qualsiasi patologia, sia un bene per noi stessi e per chiunque ci stia intorno”.

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