Mar 26 Nov 2019 - 725 visite
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Come eri vestita? Rispondono le vittime di violenza sessuale

Gli abiti esposti nei corridoi dell'università. Link: "Cambiano i governi ma l’Italia continua a non essere un Paese per donne"

Come eri vestita? La domanda che viene tristemente posta alle vittime di violenza sessuale trova risposta nelle aule dell’Università di Ferrara. In occasione della giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne, infatti, Link – Studenti Indipendenti ha proposto una mostra ‘semplice’ ma di grande impatto emotivo.

Lungo i corridoi del Mammuth, Fiere, Adelardi (economia), Giurisprudenza e Ingegneria sono stati appesi dei vestiti con a fianco le storie delle persone che li indossavano. Storie di donne che hanno subito violenza sessuale.

“Confidiamo che vedendo quei vestiti – spiega l’associazione studentesca – venga abbattuto il pensare comune che basti cambiare gli accessori che abbiamo nell’armadio per evitare uno stupro. Confidiamo che possiate fermarvi e pensare “questa settimana ero vestita così” o “quel maglione l’ho anche io in armadio”. Non è l’abito a causare lo stupro ma lo stupratore”.

Link fornisce i numeri dell’emergenza nel nostro Paese, “un’emergenza di cui si parla poco e per la quale le soluzioni stentano ad arrivare: un femminicidio ogni 72 ore, l’80% dei quali commessi da una persona conosciuta dalla vittima; una donna su tre dichiara di aver subito nella vita una forma di violenza fisica o sessuale; tra di loro, una su tre afferma di essere stata ignorata dal personale sanitario cui si è rivolta”.

“Cambiano i governi, si rinnovano i proclami a giorni alterni, ma la verità è che l’Italia continua a non essere un Paese per donne” è l’amara constatazione di Studenti Indipendenti che ringrazia la professoressa Maria Gabriella Marchetti, prorettrice delegata alle Pari Opportunità e alle Disabilità e presidente del Consiglio di Parità, per la sensibilità dimostrata nell’accoglienza la mostra.

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