Mar 26 Nov 2019 - 1096 visite
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Spendere meno e migliorare l’impianto termico con le detrazioni

L’obiettivo è davvero molto importante e non riguarda semplicemente la spesa dei nostri portafogli ma la pulizia dell’aria che respiriamo, la nostra salute, la riduzione dei gas serra che alzano la temperatura nell’atmosfera con conseguenze drammatiche per tutto il Pianeta.

Le detrazioni fiscali previste dallo Stato italiano sono uno stimolo molto importante per migliorare l’efficienza energetica degli impianti termici di abitazioni, negozi, uffici, alberghi e ancor più per riqualificare ogni tipo di edificio: una questione di importanza fondamentale in tutti i centri storici italiani e nei quartieri con costruzioni tecnologicamente invecchiate.

È evidente a tutti che muri e soffitti non coibentati disperdono nell’aria calore in inverno e lo assorbono in estate quando si vorrebbero temperature più fresche. Altrettanto importante è il modo in cui produciamo l’energia per dare vita agli edifici in cui viviamo e lavoriamo. Più combustibili fossili consumiamo, più spendiamo, più introduciamo nell’ambiente gas serra. Per questo le norme europee spingono perché tutti gli Stati riducano la dipendenza da gas e gasolio, e diano un contributo importante alla riduzione della CO2.

Per recepire le indicazioni della UE, il Legislatore italiano ha previsto importanti stimoli fiscali a vantaggio di chi vuole migliorare l’efficienza energetica degli edifici: detrazioni fino al 65%, iva al 10% e il cosiddetto Conto Termico 2.0 sono i tre punti più importanti. Proviamo qui a specificare meglio le caratteristiche di ogni norma in relazione soprattutto agli impianti termici.

IVA al 10% – È il contributo più diretto e dà un vantaggio immediato. L’applicazione dell’aliquota IVA del 10% riguarda infatti i materiali utilizzati e la manodopera negli interventi di recupero degli edifici nei casi di manutenzione ordinaria, manutenzione straordinaria, ristrutturazione edilizia, restauro e risanamento conservativo.

Detrazione 65% IRPEF o IRES – L’agevolazione riguarda per le riqualificazioni energetiche degli edifici esistenti e va ripartita in 10 anni. Ne possono beneficiare privati e imprese (soggetti IRPEF o IRES) quando sostituiscono l’impianto di climatizzazione invernale con una pompa di calore ad alta efficienza e nello stesso tempo mettono a punto e equilibrano il sistema nel suo complesso. Le detrazioni riguardano anche gli scaldabagno a gas e sono previsti ulteriori vantaggi per i condomìni.

Conto Termico 2.0 – Si tratta di un fondo nazionale che favorisce chi vuole sostituire l’impianto di climatizzazione invernale con una pompa di calore ad alta efficienza se nello stesso tempo mette a punto e riequilibra il sistema di distribuzione. Gli incentivi vengono corrisposti in 2 anni quando la pompa di calore ha una potenza massima di 35 kW; quando la spesa non supera in 5mila euro, l’incentivo viene corrisposto in un’unica soluzione.

In effetti le condizioni di installazione sono molto diverse per la varietà dei casi: ad esempio esistono edifici di pregio con impianti termici a calorifero e pochi spazi per i locali tecnici e d’altra parte ci sono condomini che puntano a riqualificazioni importanti in cui sono previsti interventi di ogni tipo. Per questo è utile scegliere pompe di calore e caldaie a condensazione in una gamma ampia che preveda varie soluzioni.

Un’azienda italiana ben strutturata – tra l’altro la prima a proporre con successo la tecnologia a condensazione nel nostro paese – è Immergas. Il suo catalogo presenta da una parte pompe di calore, scaldabagni e caldaie con varie potenze, tutte interessate da agevolazioni fiscali, dall’altra apparecchi con dimensioni compatte che possono essere sistemati in spazi ristretti. Sempre Immergas propone modelli adatti alla sistemazione all’aperto e al chiuso, prodotti ad alta potenza per condomìni e grandi uffici, pompe di calore che lavorano anche a 80 gradi per gli impianti a termosifone, ventilconvettori e una quantità di altre soluzioni sempre nelle classi energetiche 5 e 6, le più ecologiche secondo le normative europee.

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