Comportamenti incivili alla pensilina, intervengono i carabinieri
Con il loro comportamento incivile stavano creando scompiglio e apprensione tra le persone in attesa alla pensilina dell’autobus di via Kennedy
Con il loro comportamento incivile stavano creando scompiglio e apprensione tra le persone in attesa alla pensilina dell’autobus di via Kennedy
La difesa dell’ingegner Davide Grandis ha chiesto il non luogo a procedere perché il fatto non sussiste nel corso dell’udienza preliminare del procedimento noto come Fiera Bis
Il capotreno di un Regionale che collega Ferrara a Bologna, era stato aggredito da due ragazzi entrambi minorenni (17 e 16 anni), a cui aveva chiesto di mostrare i biglietti. Gli aggressori sono stati identificati e denunciati
La Corte d’Appello di Bologna ha assolto un uomo di 68 anni, condannato in primo grado a otto anni dal Tribunale di Ferrara per maltrattamenti e violenze
Prosegue il processo sulla seconda tranche della maxi inchiesta sulle mazzette alla Motorizzazione Civile. Davanti al giudice Giuseppe Palasciano sono stati sentiti sette testi a cui è stato chiesto di comparire dal pm titolare del fascicolo d'indagine Andrea Maggioni
Codigoro. Ha lambito anche il territorio estense, con una perquisizione effettuata a Codigoro, l’indagine sulla “Criminalità archeologica calabrese”, l’organizzazione smantellata dai carabinieri del Comando tutela patrimonio culturale, che hanno arrestato 23 persone in tutta l’Italia.
Nel corso dell’operazione eseguita lunedì mattina si sono state effettuate 80 perquisizioni, alcune delle quali, con il coordinamento di Europol ed Eurojust, anche in Gran Bretagna, Francia, Germania e Serbia. Due persone sono finite in carcere e per altri 21 sono stati disposti i domiciliari nelle province di Crotone (13), Milano (2), Perugia (2), Catanzaro (1), Benevento (1), Matera (1) e Fermo (1). L’accusa, per tutti, è associazione a delinquere finalizzata al danneggiamento del patrimonio archeologico dello Stato, impossessamento illecito di beni culturali, ricettazione ed esportazione illecita.
Secondo gli inquirenti sarebbe stato costruito un sistema, radicato nel crotonese, per la vendita internazionale e clandestina di reperti risalenti dal IV al III secolo avanti Cristo di cui facevano razzia in importanti siti come “Apollo Aleo” a Cirò Marina o “Castiglione” a Paludi o altri.
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