Cronaca
19 Novembre 2019
Carabinieri attivi a Codigoro nel corso della maxi operazione nazionale contro la “Criminalità archeologica calabrese”

Traffico di reperti archeologici, una perquisizione anche nel Ferrarese

di Redazione | 1 min

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Codigoro. Ha lambito anche il territorio estense, con una perquisizione effettuata a Codigoro, l’indagine sulla “Criminalità archeologica calabrese”, l’organizzazione smantellata dai carabinieri del Comando tutela patrimonio culturale, che hanno arrestato 23 persone in tutta l’Italia.

Nel corso dell’operazione eseguita lunedì mattina si sono state effettuate 80 perquisizioni, alcune delle quali, con il coordinamento di Europol ed Eurojust, anche in Gran Bretagna, Francia, Germania e Serbia. Due persone sono finite in carcere e per altri 21 sono stati disposti i domiciliari nelle province di Crotone (13), Milano (2), Perugia (2), Catanzaro (1), Benevento (1), Matera (1) e Fermo (1). L’accusa, per tutti, è associazione a delinquere finalizzata al danneggiamento del patrimonio archeologico dello Stato, impossessamento illecito di beni culturali, ricettazione ed esportazione illecita.

Secondo gli inquirenti sarebbe stato costruito un sistema, radicato nel crotonese, per la vendita internazionale e clandestina di reperti risalenti dal IV al III secolo avanti Cristo di cui facevano razzia in importanti siti come “Apollo Aleo” a Cirò Marina o “Castiglione” a Paludi o altri.

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